lunedì 26 gennaio 2015

Integrare le Nuove Tecnologie nella Didattica: Modulo di Filosofia Contemporanea "Autorità, Conformismo, Pregiudizio"

Dalla Progettazione Didattica alla Regia
Una metafora interessante per caratterizzare il lavoro di un docente considerando le trasformazioni in atto sul piano della comunicazione, delle nuove tecnologie e della didattica è quella del "Regista". Se infatti si assume come principio fondamentale in base al quale operare il connubio tra didattica e nuove tecnologie il dovere essere queste ultime "Integrate" nella didattica e non semplicemente "Usate", allora il compito del docente non diviene solo più complesso, ma cambia qualitativamente: egli dovrà coordinare e gestire risorse, tempi, modalità di fruizione, interazione tra soggetti, organizzazione dei contenuti, predisposizione di spazi reali e/o virtuali, valutazione delle applicazioni web, realizzazione di prodotti trans-mediali, ecc.
Il vetusto strumento della progettazione e della programmazione risulta infatti del tutto inadeguato per gestire queste attività, tale situazione richiama piuttosto alla mente lo storyboard e la sceneggiatura, più flessibili e strutturate secondo un approccio narrativo e non ingegneristico

Il Mondo di Carta e le Rivoluzioni del Gattopardo
Questa esigenza sfortunatamente non è passata inosservata a livello "esperto" e "ministeriale", anzi le innovative istituzioni italiche hanno prodotto innumerevoli "rivoluzioni di carta" grazie alle quali, come da gattopardesco copione, non è sortito alcun cambiamento reale, ma giochi nomenclatori in cui si è passati dalla unità didattica a quella  formativa e poi al modulo e così via, senza che nella concreta pratica didattica nulla cambiasse. Il principio guida è il solito che viene fatto valere in ogni campo: ciò che conta è che tutto vada bene nelle "carte", come le cose vadano nel mondo reale ha poca importanza per chi tiene le redini del governo dell'istruzione, un ronzino più che un cavallo. 
Basti pensare che nei corsi di aggiornamento si è ancora fermi a schemi fordisti - tayloristi, del tutto inadeguati alle reboanti e anglicizzanti parole d'ordine che vengono contemporaneamente lanciate quali: Collaborative Learning, Problem Based Learning, Personalized Learning, e così via. Vengono proposti ancora strumenti quali la Swot Analisi, strumento di pianificazione strategica proposto negli anni '60; il Diagramma di Gantt usato nell'ambito del Project Management e proposto dall'ingegnere statunitense H. L. Gantt nel 1917.

Entropia e Didattica
Ritornando al mondo reale, il cambiamento in atto potrebbe essere schematizzato come passaggio da una situazione in cui vi è un docente, un manuale e degli studenti cui questo manuale va spiegato e che devono studiarlo; a una situazione in cui gli elementi in gioco hanno subito una dilatazione estrema:
# nelle modalità comunicative: Sincrone e Asincrone, Dialogiche e Monologiche, Mooc,  Blended Learning e Flipped Learning, Instructional Design,  Mobile Learning, Messagistica, Social Media ...
# nei tempi: Anytime, On Demand, Real Time, Comunicazione Sincrona, Messagistica ...
# negli spazi (reali e virtuali): Virtuali e Fisici, Anywhere ...
# nelle risorse disponibili: dove a causa del Web si è in una situazione di sovraccarico informativo e sia il manuale scolastico che le tradizionali Piattaforme di e-Learning sono "saltate" perché troppo anguste, rigide e chiuse;
# nelle finalità della formazione scolastica: non riducibili alla mera trasmissione dei contenuti ma allo sviluppo delle padronanze, Competerne Cognitive e Metacognitive, Mastery Learning, Apprendere ad Apprendere, Lifelong Learning ...
# nella complessità e frammentazione dei saperi: implosi per la mancanza di un paradigma epistemologico forte e capace di ricondurre ad unità i contenuti sia a livello intra-disciplinare che inter-disciplinare;
# nella pratiche didattiche: Apprendistato Cognitivo, Problem Solving, Collaborative Learning, Problem Based Learning, Storytelling, Content Curation, Learning By Doing, 1:1 Learning, Critical Thinking, Apprendimento Situato, Apprendimento per Tentativi ed Errori, Apprendimento Cooperativo ...
# nei modelli pedagogici di riferimento: comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo, connessionismo ...
# nei modelli di insegnamento: Coaching, Tutoring, Scaffolding, docente come Facilitatore dell'apprendimento, come Manager dell'Apprendimento, Regista del Processo Apprenditivo e ancora, insegnante come mediatore didattico o guida o contenitore o sostegno ...
I tre punti di sospensione stanno a indicare che ciascuno di questi elenchi potrebbe essere prolungato a piacere dando luogo a liste mostruosamente lunghe.
Cosa abbia prodotto tale situazione non è argomento da poter discutere in questa sede, è però necessario togliersi dalla mente che ciò sia il risultato dell'azione delle Nuove Tecnologie e del Web, in parte è così, ma si tratta anche di processi in corso da decenni ai più vari livelli delle scienze comunicative, dell'epistemologia, delle scienze psico - pedagogiche e così via. 
Per generalizzare si potrebbe affermare che siamo di fronte a un processo che comporta sia sovraccarico informativo, che disordine, caos, Entropia.

Che fare? Tutti Giù per Terra
Per evitare di sfarfallare invocando Mutamenti di Paradigma, Rivoluzioni Epistemiche, Catarsi Tecnologiche ed Epifanie Pedagogiche, sarà opportuno ridiscendere in terra e considerare, pragmaticamente, il concreto e quotidiano affaccendarsi di docenti e studenti. In altre parole, sempre parole, inutile cercare una Teoria Unificata del campo Didattico, meglio adottare un atteggiamento eclettico ed appropriarsi, all'occasione, degli strumenti che ci servono, nel momento in cui se ne ha l'esigenza, senza pretendere di voler ridurre una situazione talmente complessa e labirintica, ai principi della progettazione e pianificazione ingegneristica, cosa che ci impedirebbe di procedere efficacemente.
Il discorso perciò procede verso il basso della didattica praticata e verso la discussione di questi problemi attraverso l'esame di un caso.

Modulo di Filosofia Contemporanea: Autorità, Conformismo e Pregiudizio
Volendo sviluppare insieme agli studenti le problematiche relative ad: "autorità e conformismo", "stereotipo e pregiudizio", ci si è trovati senza chiari punti di riferimento nella manualistica e nella pratica didattica consolidata. Non si ha a disposizione un percorso consolidato già predisposto, in questo caso occorre assumere la veste la regia didattica del processo didattico.

Che Cosa
I Materiali su cui dovranno lavorare gli studenti o che dovranno essere utilizzati per lo studio dell'argomento o che dovranno essere prodotti dal lavoro collaborativo della classe, andranno predisposti e dislocati in uno spazio online da dove possano essere fruiti e condivisi.
1. In questo caso tali materiali sono piuttosto variegati, si tratta in primo luogo di documenti:
# Testi letterari: racconti e romanzi alcuni dei quali disponibili liberamente in rete, altri da procurare acquistandoli o utilizzando quelli in possesso di alunni e docente.
# Film: reperibili in streaming in rete o ottenuti con atti di pirateria didattica, anche perché molti di essi non sono più in commercio;
2. In secondo luogo occorrerà predisporre l'apparato manualistico e critico, sia producendolo autonomamente e collaborativamente, sia cercando materiali presenti gratuitamente in rete.
In questo caso ho deciso di ricorrere a tre diverse tipologie di materiali:
# articoli dedicati agli esperimenti di Asch, Milgram e Zimbardo
# una presentazione dedicata al tema "Stereotipi e Pregiudizi"
# un testo teorico da utilizzare come manuale e che ho trovato sul Web. Si tratta di un breve ipertesto scritto da Giulia Moretti che tratta in forma divulgativa, completa, efficace e non banale di Stereotipi e Pregiudizi. A questi testi abbiamo aggiunto materiali di approfondimento.
3. In terzo luogo sarà necessario predisporre il lavoro della classe finalizzato alla realizzazione di "schede di lettura" delle opere letterarie e cinematografiche da utilizzare.

Chi
Sarà anche opportuno definire i ruoli: chi dovrà fare cosa. In questo caso docente e studenti prenderanno parte alla realizzazione dei materiali, in aula verranno svolte 4/5 lezioni frontali tradizionali, altre lezioni saranno dedicata alla discussione, altre alla visione di qualche film e alla lettura collettiva di qualche testo letterario. Parte del lavoro verrà svolto a casa dagli studenti in forma individuale: lettura di un romanzo, visione dei film che non è possibile vedere in aula per motivi di tempo. Altri ancora saranno i ruoli che andranno assunti nelle attività online: il docente e alcuni studenti svolgeranno la funzione di tutoraggio e coordinazione di operazioni quali: pubblicazione del lavori online utilizzando vari social network, discussioni online e risposta a richieste di chiarimento o domande sui contenuti attraverso il forum della classe, risposta a richieste di aiuto, ecc.

Dove
L'ambiente di lavoro sarà un ambiente distribuito: parte in aula dove si lavorerà in presenza e parte online dove si lavorerà sul Web. Anche le varie attività dovranno essere opportunamente distribuite e coordinate. L'aula scolastica dovrà essere dotata di strumenti quali videoproiettore, Lim, connessione internet, dispositivi mobili personali degli studenti. Questo ambiente, dove si svolgeranno le attività più sopra accennate, sarà integrato con una spazio virtuale, quello della rete, in cui sarà possibile la condivisione dei materiali, la discussione su di essi, il coordinamento e la consulenza, e così via. Si tratta di una forma di Blended Learning in cui il processo formativo viene sviluppato parte in presenza e parte online a seconda della convenienza, dei tempi, dei vincoli esterni, e così via.
Per fare in modo che tutte queste molteplici attività, difficilmente inquadrabili in forma sequenziale e lineare come avviene nella logica della progettazione pianificazione, non ingenerino confusione, dispersione, ingovernabilità e conducano al fallimento del processo formativo, sarà necessario creare un ambiente di apprendimento comune cui studenti e docente possano fare riferimento per ogni loro attività.
In questo caso ci si è appoggiati su S.E.S.S.O. il Sistema Educativo Scolastico e Servizi Online costruito dal docente e dagli studenti nel corso degli anni. Di tale ambiente si utilizzeranno: il Forum, il Blog i vari account e social network del docente e degli studenti: Slideshare, Dropbox, Google+, Facebook, Google Calendar, Whatsapp,
Ho poi realizzato, utilizzando Mindomo, una mappa di apprendimento in cui sono presenti tutti gli elementi per poter lavorare, tutte le istruzioni per sapere cosa fare, tutte le risorse di cui occorre disporre.
La mappa si chiama Autorità e conformismo e può essere consultata o cliccando sul link precedente o utilizzando l'immagine interattiva che ho incorporato qui sotto


Make your own mind maps with Mindomo.

Interrompo qua la trattazione che rischia di divenire interminabile e noiosa e non parlerò del "Quando" e del "Perché". Ritengo che quanto detto finora sia sufficiente per chiarire i seguenti punti:
1. Il problema delle Nuove Tecnologie non è quello di "Usarle" nella didattica, ma di Iintegrarle in essa. Devono essere le Nuove Tecnologie a piegarsi alle esigenze della Didattica e non il contrario, ma è anche importante comprendere che tali tecnologie permettono di fare cose prima impensabili e offrono quindi nuovi spunti e nuove potenzialità di cui la didattica deve prendere atto.
2. Il connubio tra Nuove Tecnologie, Didattica e Sviluppo delle Conoscenze ha reso totalmente superata la progettazione e pianificazione didattica, è pertanto necessario un differente approccio al problema di come impostare e orientare il processo formativo, più vicino al lavoro del Regista (Didattico) e del Cultivating (Coltivare) che a quello della Gestione, Programmazione e Direzione 
3. Le competenze del docente devono ampliarsi e raffinarsi, venendo a includere la Comunicazione Digitale, l'utilizzo del Web, l'uso delle Applicazioni Educative. Questo processo non potrà essere lasciato al caso o alle iniziative dei singoli docenti. Comporterà tempo, fatica, spesa di ingenti capitali, ma, prima di tutto, occorrerà cambiare radicalmente la testa di chi fino ad oggi ha gestito il ministero e le politiche di aggiornamento dei docenti dimostrando incompetenza, pressapochismo, cialtroneria.

sabato 24 gennaio 2015

Chunking Content: metodo di memorizzazione ma anche di studio, di lettura, di scrittura, ecc.

Il Chunking e le regole del Metodo
Il Chunking è una tecnica che consiste nello scomporre informazioni complesse in modo da ottenere unità elementari più facili da ricordare e da gestire. Il verbo Chunk significa "fare a pezzi", e il sostantivo "Chunk" pezzo, blocco, si potrebbe tradurre anche "spezzettare". Chunking è dunque l'operazione di "ridurre in blocchi" qualcosa di ampio, complesso, quella che René Descartes chiamava regola della analisi:
« [...] dividere ognuna delle difficoltà sotto esame nel maggior numero di parti possibile, e per quanto fosse necessario per un'adeguata soluzione».
Un esempio per capire cosa sia il Chunking è dato dal modo in cui ricordiamo i numeri telefonici: divisi in blocchi di cifre.

Chunking non è solo Memorizzazione
Nella Psicologia Cognitiva il termine viene indicato per illustrare i fenomeni di memorizzazione a breve termine, ma il metodo della suddivisione in blocchi dell'informazione non è solo una tecnica "naturale" di memorizzazione, può essere esteso a vari ambiti come la lettura, la scrittura, l'elaborazione di informazioni (comparare, correlare, confrontare, creare),  studiare e apprendere.
Esempi:
# Questo post è scritto, per esempio, suddividendo il testo in blocchi di proposizioni centrate su un determinato tema. 
# Le presentazioni che segnalo in questo post sono realizzate - come tutte le buone presentazioni  - con la tecnica del Chunking Content.

Basics of Content Chunking
Per comprendere meglio cosa sia il Content Chunking  e quali le sue potenzialità e la sua versatilità, segnalo due presentazioni pubblicate su Slideshare. 
La prima è una presentazione in 25 slides pubblicata su Slideshare il 7/2/2014, in titolata Basic of Content Chunking e realizzata da Fareeza Marican.


Presento la Presentazione
Nella presentazione vengono affrontati i seguenti temi:
# Cos'è il chunking?
# Cosa significa Chunking Content inteso come strategia di organizzazione delle informazioni?
# Come si attua sul piano operativo?
La presentazione è molto chiara e grazie alla grafica riesce a spiegare molto efficacemente questo metodo e le sue potenzialità in ambito educativo in quanto consente di perfezionare varie metodologie fondamentali per l'apprendimento come la tecnica del "prendere appunti", la produzione scritta nelle sue svariate forme, la stesura di strumenti utili per la creazione e produzione come scalette, storyboard, ecc.

Chunking Text
Questa seconda presentazione in 21 slides è stata realizzata da Helpful Partners per l'Università Flinders di Adelaide e pubblicata il 27/02/2009 con lo scopo di illustrare il metodo di scrittura per il Web più efficace sul piano comunicativo, il titolo è "Chunking Text"


Perchè e Come suddividere un testo?
Nella presentazione la spiegazione è ridotta all'essenziale e ruota su due operazioni:
# Separare i concetti e temi diversi
# assegnare a ciascuno di essi un titolo
L'interesse della presentazione è dato dalla grafica che evidenzia queste operazioni in  modo visivo facilitandone la comprensione.

Chunking Content e Apprendimento
Naturalmente il Chunking Content è una tecnica di emorizzazione, scrittura, lettura, già ampiamente utilizzata in ambito educativo e non solo, bsta pensare ad operazioni basilari come:
# prendere appunti
# leggere un testo argomentativo - manualistico
# memorizzare
E' tuttavia utile esplicare le caratteristiche e funzionalità del Chunking per ottimizzarne l'uso e proporlo come strumento metodologico, tra gli altri, per lo studio e la comunicazione orale e scritta agli studenti. 

Un percorso
Per chi volesse ulteriormente approfondire il tema del Chunking suggerisco questo percorso:
1. Un esame del Chunking dal punto di vista della Psicologia Cognitiva e della memorizzazione si può trovare nell'articolo "Cos'è il Chunking Method e come Funziona", pubblicato su OS Didattica il 03/03/2014
2. Un contributo di Robin Good dal titolo "Information Design: Come Impaginare Contenuti Online Per Ottenere La Massima Leggibilità - La Tecnica Del Chunking" e pubblicato su Masternewmedia il 28/06/2007, seppur datato, illustra molto efficacemente come utilizzare la tecnica del Chumking nella scrittura digitale per il Web
3. Il Chunking come strategia per l'e-learning nell'Instructional Design è trattato in questo post pubblicato da Chritopher Pappas e pubblicato il 21/06/2013 con il titolo "Chunking for e-Learning - 3 Chunking Strategies".


mercoledì 21 gennaio 2015

Quiz: applicazioni web per creare e somministrare quizzes

Valutare con i quizzes o usare anche in quizzes per valutare?
La notevole quantità di applicazioni web dedicate alla valutazione delle conoscenze e competenze attraverso la creazione e somministrazione di quizzes, che con con ritmo crescente vengono proposte sul web, rende estremamente complesso decidere quali scegliere e utilizzare a supporto del processo formativo. Si tratta di trovare un compromesso tra usabilità, efficacia e capacità di coinvolgimento che le varie applicazioni presentano e che sono relative a caratteristiche e funzionalità quali: grafica, semplicità d'utilizzo, possibilità di condivisione, costi, strumenti di gestione dei quizzes e degli studenti, modalità di fruizione, reporting, analytics, e così via.
Occorre inoltre considerare che tali applicazioni sono quasi sempre prodotte per contesti scolastici in cui come strumento prevalente di verifica delle conoscenze e competenze vengono utilizzate prove strutturate di valutazione e la valutazione stessa è prevalentemente concepita come "misurazione" Nella nostra pratica didattica la prova strutturata non possiede, ancora, questo ruolo e valutare e misurare rimangono, per il momento e nonostante gli sforzi dell'Indire, attività differenti. L'uso di queste applicazione andrà quindi tarato sugli obiettivi formativi in uso nelle scuole italiane e adattato alla nostra pratica formativa attenendosi a questa massima: non si valuta con i quizzes ma si possono usare "anche" i quizzes per valutare.

Per quali Scopi Utilizzare queste Quiz Apps?
E' importante una premessa di ordine metodologico sugli usi di queste applicazioni: il loro uso non è pensato esclusivamente per la verifica sommativa finale. Anzi, la logica e le modalità di fruizione di questi strumenti sono finalizzati a un utilizzo che rientra piuttosto nella sfera della verifica formativa e in itinere. 
Geddit e QuizOperator, per esempio sono pensati e vengono utilizzati, come strumenti per la verifica in tempo reale della comprensione. In tempo reale significa che vengono utilizzati "durante la lezione" affinché il docente sia in grado di ricevere un feedback immediato sugli esiti della sua "spiegazione". 
Kahoot può essere usato per verificare, in modo "giocoso", i prerequisiti posseduti dagli studenti su un data tematica / problematica che si intende affrontare o può essere utilizzato per presentare contenuti, temi, problemi, questo un esempio di utilizzo di Kahoot per presentare a un uditorio i dati relativi al livello di scolarizzazione presente in Italia: La Società dell'Ignoranza.
Quasi tutte le applicazioni prese in esame prevedono inoltre modalità di fruizione modellato sul gioco e sulla sfida e producono sempre un alto livello di coinvolgimento e partecipazione.

Applicazioni Web per la Valutazione
Nella raccolta di Applicazioni Web Educative da me curata su Zeef, ho raccolto alcune di queste applicazioni per la creazione e gestione dei quizzes in un blocco dal titolo "Quiz - Test". In questo post farò una presentazione sintetica di queste. Voglio precisare che esistono molte altre applicazioni per il testing, parlerò solo di quelle che conosco per averle testate nella corso della normale attività didattica.


Kahoot Verifica e Gamification
Kahoot è un servizio web 2.0 che consente di creare in maniera rapida e semplice quizzes della tipologia "scelta singola". Si tratta di una piattaforma per porre domande su qualsiasi argomento, definita dagli autori Sistema di Risposte Game Based - Game Based Classroom Response System. I quizzes possono avere contenuti multimediali (immagini, video, ecc.) e la loro realizzazione non richiede alcune competenza digitale specifica. La peculiarità di Kahoot è la modalità di fruizione ed esecuzione dei quiz. Il testo delle domande viene proiettato in aula davanti all'intera classe con un videoproiettore o utilizzando una Lim. Gli studenti utilizzando i loro device personali (tablet, smartphone, ecc.) si collegano a Kahoot, inseriscono il PIN del quiz e rispondono dal loro smartphone alle domande che appaiono a schermo. A conclusione del test comparirà sullo schermo il risultato relativo al punteggio conseguito da tutti i partecipanti. Kahoot si basa sui principi della game based pedagogy o pedagogia del gioco e dell'apprendimento e sulle possibilità offerte dal web di realizzare un approccio all'apprendimento di tipo blended learning e centrato su chi apprende - learner centered.
Per usare Kahoot occorre registrarsi, la registrazione e l'uso sono gratuiti. Si tratta di un webware o web app, quindi non richiede nessuna installazione.


Kahoot: Link Utili
game based pedagogy
istruzioni, trucchi, funzionalità
esempio: test su Socrate

Quizlet non solo quizzes
Quizlet e` una applicazione web o webware che permette di realizzare test, quizzes, flashcards, giochi didattici che rendono divertente e stimolante l'apprendimento delle nozioni. Si tratta di una applicazione free nella sua versione base, con 25 dollari all'anno un docente può disporre di strumenti di monitoraggio e reporting delle proprie classi, utilizzare la registrazione vocale, caricare immagini, ecc. 
Quizlet, pur essendo dedicato all'apprendimento delle lingue, in particolare del vocabolario di una lingua straniera, può anche essere utilizzato per altre discipline che richiedono la conoscenza e memorizzazione di nozioni lessico. Infatti l'idea su cui si basa quizlet è quella di creare due liste di valori che siano tra loro in corrispondenza biunivoca (termine straniero e sua traduzione, termine e sua definizione). Quindi può essere utilizzato per tutte le discipline che hanno un lessico specifico e specialistico (filosofia, fisica, ecc) o in storia (evento e data). Oltre ai tradizionali (vero e falso, risposte multiple, quizzes) strumenti di verifica Quizlet offre diversi giochi come scatter game (si devono trascinare i termini sulle loro definizioni), domande scritte. 
Penso che Quizlet sia molto utile quando si miri alla memorizzazione di nozioni e all'apprendimento di termini e che l'uso molto semplice consenta a tutti di provarlo nella propria attività didattica o di farlo provare agli studenti

Socrative e la "sfida spaziale"
Socrative è una applicazione web disponibile anche come app per lo smartphone, che offre una piattaforma per la realizzazione di verifiche utilizzabile per valutare il livello di comprensione degli studenti attraverso la creazione e gestione di quizzes che vengono somministrati tramite devices mobili. Le tipologie previste sono: test a scelta multipla, vero/falso, risposta aperta. Consente l'utilizzo di immagini. Fornisce agli studenti un feedback alle loro risposte in tempo reale e un report finale della prestazione offerta.
Altro uso di  Socrative è quello di creare e somministrare sondaggi anche in forma anonima
Socrative presenta elementi di gamification nella esecuzione dei quiz che garantiscono un forte coinvolgimento degli studenti. Una di queste modalità è "space race "(sfida spaziale) che trasforma l'esecuzione del quiz in un gioco. Ogni studente o gruppo di studenti con le sue risposte esatte determina il movimento di un "razzo spaziale", che fornisce più risposte esatte vince la sfida.
Nel video una presentazione di Socrative della durata di 2:44




Geddit verifica in tempo reale durante la lezione
Geddit è un'Applicazione Web o Web Based Tool, interamente free, che  consente di verificare il livello di comprensione conseguito dagli studenti di una classe attraverso la creazione somministrazione di domande a risposta breve e scelte multiple. Geddit funziona con qualsiasi device o dispositivo mobile come tablet e smarphone.
Peculiarità di Geddit rispetto ad altre applicazioni per la creazione di quizzes è la particolare rilevanza che viene data alla comunicazione tra docente e studenti e degli studenti tra loro. Lo scopo è fornire feedback immediati e differenziati agli studenti nel corso della lezione. La comunicazione avviene in tempo reale e in forma pubblica ma anche privata, in modo che docente e studenti possano comunicare tra loro singolarmente.
Questo permette al docente di monitorare il conseguimento degli obiettivi raggiunto dagli studenti e agli studenti di comprendere i propri errori ed imparare a correggersi.
In questa pagina si può trovare una guida che spiega in 5 passaggi come iniziare a utilizzare Geddit con la propria classe:
1. creazione di un account Geddit da parte degli studenti
2. creazione di una classe con la condivisione di un codice unico
3. spiegazione della funzionalità "Check In" attraverso la quale gli studenti possono comunicare al docente il loro livello di comprensione dei contenuti e indirizzare richieste di aiuto attraverso un sistema di icone.
4. spiegare agli studenti il sistema dei "check in" dal "lato docente" di Geddit mostrando loro come essi siano divisi in differenti livelli a secondo del loro grado di comprensione e sottolineando come il "check in" sia privato e possa essere utilizzato in qualsiasi momento
5. Provare una prima volta Geddit: svolgimento lezione con frequenti verifiche del livello di comprensione nel corso di essa effettuate con Geddit.



Quizbean, creazione di Quiz per valutare rapidamente gli studenti
Quizbean è un'applicazione web gratuita per la creazione di Quiz, nella versione free permette di creare fino a 6 quizzes per 51 studenti, l'account free consente inoltre di gestire un numero illimitato di classi e prevede reporting e analytics per tracciare il progresso degli studenti.
E' possibile inoltre creare le classi, assegnare ad esse gli studenti, gestire i quizzes realizzati a seconda della disciplina, inviare istantaneamente i quizzes agli studenti, avere un report immediato della loro performance per individuare i problemi di apprendimento.
L'utilizzo è molto semplice, tipologia di quiz comprensiva di vero/falso, scelta multipla. per ogni domanda è possibile inserire un testo di chiarimento e immagini. E' possibile la somministrazione in ordine casuale delle domande e il punteggio conseguito viene mostrato per ogni risposta. Al termine ogni studente ha accesso al report completo delle risposte.


Link Utili
Caratteristiche principali
# Esempio di Quiz realizzato con QuizBean: Le Zeppelin Lyric or Lord of the Rings Excerpt
# provate a realizzare un qui con QuizBean
# Guida in inglese su come utilizzare QuizBean con immagini



QuizOperator: Feedback Immediato degli Apprendimenti
QuizOperator è una web app di utilizzo gratuito per la creazione di quizzes in forma di scelte multiple. QuizOperator è stato pensto come strumento di verifica da utilizzare nel corso di una lezione, presentazione, discorso per recepire feedback immediati sull'apprendimento degli studenti, quindi strumento per la verifica in itinere in tempo reale. Il suo uso risulta molto elementare:
# si scrive la domanda
# si scrivono le risposte
# si indica quale sia la risposta corretta
La fruizione avviene attraverso i dispositivi mobili degli studenti. E' anche possibile connettere il pc o lo smartophone a un proiettore in modo da far svolgere il test a più partecipanti e in real time. Il punteggio dei partecipanti viene aggiornato nel corso della somministrazione del test e al termine viene calcolato il vincitore, inoltre ciascun partecipante riceve un proprio report personale. E' possibile personalizzare il quiz, per ora solo scegliendo tra una serie di temi preimpostati.

lunedì 19 gennaio 2015

I Video nella Didattica - Prima Parte: pubblicare, selezionare e organizzare

Applicazioni Video
Uno dei vantaggi dovuti all'affermarsi della moda della Flipped Classroom, è costituito dal proliferare di applicazioni web che consentono di manipolare i video in svariati modi e adattarli alle molteplici esigenze della pratica formativa, perché sempre da quella occorre partire. Se fino a qualche anno fa, infatti, per ottenere qualcosa di meglio di un semplice video era necessario ricorrere a software professionali costosi e difficili da usare, oggi esistono applicazioni, estremamente semplici, con cui è possibile realizzare video interattivi.



Flipped Classroom e Blended Learning
Come è noto la Flipped Classroom è una pratica didattica che mira a ripartire diversamente il rapporto spazio - temporale tra attività di formazione svolta in presenza o face to face, insomma la formazione nell'aula scolastica e quella svolta a casa. Si tratta di liberare il tempo e lo spazio dell'aula per attività di approfondimento variamente concepite e funzionali a didattiche ispirate al Collaborative Learning, al Problem Based Learning, all'Apprendimento Situato, ecc.; per spostare nello spazio del web e nel tempo personale dello studente, le attività di studio e comprensione dei contenuti disciplinari. In realtà tale procedura altro non è che una tipologia di Blended Learning, che risulta invero piuttosto stramba qualora sia intesa alla lettera, cioè  come una totale inversione tra "casa" e "scuola" e che, più opportunamente, andrebbe concepita come una redistribuzione delle varie azioni di cui si compone il processo formativo, alcune delle quali possono essere più vantaggiosamente svolte online, mentre altre risultano più efficaci se svolte in presenza. Non è quindi detto che fare online o a casa ciò che ora si attua in aula sia necessariamente e sempre la cosa migliore.

Video e Didattica
Trascurando tali aspetti e abbandonando qualsiasi atteggiamento fideistico e escatologico a cui spesso si accompagna il "parlare" di Flipped Classroom, va sicuramente riconosciuto il fatto che si tratta di una procedura molto utile in determinate circostanze, uno strumento supplementare di cui è necessario dotarsi e a cui ricorrere qualora le circostanze operative lo richiedano, non certo sempre e comunque. L'altro vantaggio è l'interesse che il diffondersi virale della "Flipped Classroom" ha portato sui molteplici utilizzi dei video nella didattica e sulla necessità di sviluppare applicazioni che consentissero di manipolare e editare video in poco tempo e senza dover possedere competenze professionali in tale campo.

Il problema
In questo primo post esaminerò come sia possibile registrare realizzare dei video che possano essere sostitutivi della lezione tradizionale svolta in aula o che costituiscano risorse per approfondire determinati aspetti disciplinari o interdisciplinari. Proporrò poi degli strumenti che consentono di trarre profitto dall'enorme quantità di materiale video utile per la didattica presente in rete

Realizzare i propri Video: Creare Lezioni 
Qualora si intenda trasferire sul web la tradizionale lezione frontale, per riservare il tempo così recuperato ad altre attività, la soluzione più efficace è quella di realizzare le proprie lezioni in formato video e pubblicarle online, Lo strumento più semplice da un punto di vista tecnico, è quello di ricorrere allo screencasting che consiste nella registrazione di tutto quanto avviene sul proprio desktop compresa la registrazione della propria voce.
Esistono diverse applicazioni web e software che consentono di realizzare lo screen-casting, suggerisco di evitare software proprietari non tanto e non solo per evitare la spesa, a volte considerevole, ma perché questi richiedono per essere usati proficuamente competenze che necessitano di pratica e studio. Meglio utilizzare applicazioni semplici ed essenziali.
Personalmente utilizzo Screencast-o-matic che mi offre tutto ciò di cui ho bisogno e di cui ho parlato nel post intitolato Realizzare lezioni: lo Screencast con Screencast-o-matic. Esistono naturalmente alternative, chi fosse interessato può leggere il post Top 10 Free Camtasia Studio Alternatives o consultare la voce Screencasting su Educationl Web Apps, raccolta di Applicazioni Web per la Didattica da me curata.

Come fare?
La difficoltà di questa soluzione è che se la registrazione della lezione non richiede molto tempo, la preparazione può essere invece molto lunga in quanto comporta lo svolgimento di numerose operazioni e l'impiego di molto tempo.
Se si vuole ottenere una video lezione di qualità a cui affidare interamente la comprensione e lo studio di dato argomento da parte degli studenti, non si può procedere frettolosamente e superficialmente, sarà quantomeno necessario:
# suddividere l'argomento  da trattare e prevedere il numero di video lezioni da realizzare, che non dovrebbero superare i 15/20 minuti ciascuna;
# predisporre per ciascuna lezione una scaletta minimale;
# leggere, possibilmente da diverse fonti (siti, riviste, manuali scolastici) l'argomento che dobbiamo trattare;
# ricercare in rete o sui propri testi il materiale necessario per accompagnare (presentazioni, immagini, tabelle, mappe, ecc.)
# realizzare il materiale che non è possibile reperire in rete
finalmente si può passare alla registrazione e pubblicazione online del video che può essere caricato sul proprio canale Youtube o su Vimeo o su altri Social Media dedicati ai video.
Esempi
Per realizzare questa lezione sul rapporto tra Scienza e Filosofia in Galileo Galilei ho dovuto prima realizzare una scheda con word e poi una mappa concettuale con Cmap. Il tutto ha richiesto 3/4 ore di lavoro.
Per realizzare invece questa serie di 5 lezioni sulla filosofia di Pascal, per un totale di 1 ora e 38 minuti di lezione, ci sono volute 12/14 ore di lavoro.



Vantaggi e Svantaggi
La soluzione di realizzare da sé le proprie video lezioni è richiede dunque molto tempo, ma se il lavoro è di buona fattura presenta il vantaggio di poter essere utilizzato per molti anni. Il principale problema di questa soluzione non è dato, come molti pensano, dal fatto che una lezione tradizionale possa offrire di più di una lezione registrata, se prendiamo la classica lezione frontale, infatti, risulta molto più efficace quella registrata in quanto la sua struttura e i suoi contenuti sono totalmente predisposti dal docente senza interferenze di alcun tipo.
Il problema è che non si ha alcuna forma di dialogo con la classe, si tratta semplicemente della replica online di quella che è la lezione frontale in aula con tutti i limiti e i punti di forza che questa presenta.
Questo problema può essere parzialmente superato ponendo contemporaneamente in atto due strategie:
# dedicando il tempo che si è liberato in aula ad approfondimenti sull'argomento delle video lezioni: lettura, discussioni, simulazioni, lavori di gruppo, ecc.
#  avendo cura di pubblicare le lezioni in formato video in un ambiente web che sia attrezzato con strumenti comunicativi che consentano il dialogo online del docente con gli studenti e degli studenti tra loro.
Pur essendovi la possibilità su YouTube di postare commenti, si tratta di un sistema di messaggistica ridotto all'essenziale e che non offre strumenti di monitoraggio e moderazione.
Meglio utilizzare quelle applicazioni web che consentono la gestione di corsi e lezioni, come Fidenia, Edynco, Blendspace, Versal, 
Altra possibilità è ricorrere ad applicazioni web appositamente finalizzate a offrire un servizio di messaggistica per i video e che offrano anche la possibilità di moderare e monitorare la discussione, come Vialogues.

Youtube e le Playlist
Youtube offre la possibilità di creare Playlist dei video che guardiamo e a cui siamo interessati o dei video che pubblichiamo. Si tratta di uno strumento che consente di organizzare il materiale video proprio e altrui in base alla creazione di risorse tematiche, le Playlist, che si possono personalizzare inserendo una descrizione della Playlist e che possono essere condivise tramite link o attraverso un codice di incorporamento.
Il limite è dato dal fatto che non possiamo inserire video pubblicati su altri social media, per esempio Vimeo e che esistono comunque servizi, appositamente dedicati alla creazione di raccolte video, che offrono maggiori funzionalità rispetto a quelle delle Playlist di Youtube.

Huzzaz trovare, organizzare e condividere video album
Huzzaz è un servizio che consente di creare raccolte di video o video album, in cui raccogliere tutti i video relativi a un certo argomento con un semplice copia e incolla. Occorre creare un album assegnandogli un nome e selezionando una immagine come "copertina", quindi si inserisce la descrizione dell'album e i tag o parole chiave per etichettarlo. A questo punto si aggiungono i video copiando i link del video che ci interessa avere nel nostro album e incollandolo in esso, dandogli un titolo e aggiungendo ulteriori tag relativi a quel singolo video. Sarà poi possibile condividere il nostro album, incorporarlo in un blog o in un sito, monitorare il traffico di visitatori, ecc. Per avere informazioni più complete su Huzzaz, le sue funzionalità e i suoi possibili usi in ambito didattico rimando a questo post scritto da me: "Huzzaz: web app per cercare, filtrare, organizzare e pubblicare collezioni di video,"
Risulta comunque chiaro che in questo modo potremo disporre di decine di album da utilizzare nella formazione scolastica sui più svariati argomenti. Sotto un esempio di album creato con Huzzaz e dedicato alla "Crisi del 1929"

venerdì 16 gennaio 2015

Lezioni sulla filosofia di Ludwig Feuerbach realizzate dagli studenti

N.B. Come introduzione  a questo post riporto quella del post precedente

Perché far realizzare "lezioni in video" agli studenti
Rimando al post dal titolo Lezioni di filosofia moderna realizzate dagli studenti per spiegare il senso didattico di una simile operazione, qui mi limiterò a rilevare che non si può nuotare senza tuffarsi in acqua, dunque se si vuole che gli studenti imparino a "leggere" e "scrivere" secondo i codici della comunicazione digitale per evitare che divengano gli analfabeti del futuro, occorre che imparino a produrre materiale digitale e pubblicarlo in rete, solo così potranno maturare e/o perfezionare le loro competenze digitali, di cui nessuno, neanche loro pretesi "nativi digitali", sono in possesso.

Questa non è una sperimentazione ... 
Il lavoro assegnato agli studenti della VF del Liceo Scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena è maturato come esigenza operativa nell'ambito del normale svolgimento dell'attività didattica e non come tentativo di adeguare artificiosamente la pratica formativa a "mode didattiche" come il Flipped Learning, magari sostenuti dalla convinzione che questo sia l'ennesima, soluzione a tutti i problemi dell'apprendimento e dell'insegnamento. Gli studenti hanno creato del materiale video con lo scopo di realizzare e rendere disponibili ai loro compagni, e a chiunque altro fosse interessato, risorse per lo studio e il ripasso della filosofia di Feuerbach.

Facile giocare a fare video anziché studiare ...
Per evitare qualsiasi fraintendimento simile all'affermazione riportata nel titolo, chiarisco subito che fare questo video comporta difficoltà maggiori e richiede si disponga di capacità più raffinate e complesse di quelle messe in gioco da un approccio più tradizionale.
La pubblicazione del video ha infatti rappresentato la tappa finale di un complesso processo che ha riguardato:
# Lettura, comprensione e sintesi del testo del manuale e predisposizione di un testo che costituisca la base della spiegazione
# Ricerca di materiale e risorse multimediali come immagini, appunti, schemi, mappe concettuali, # relative ai temi da trattare e eventuale editing di tale materiale per adattarlo alle proprie esigenze
# Creazione di strumenti, utilizzando strumenti software o applicazioni web, da utilizzare per illustrare il pensiero dell'autore, come: cmap, word, google drive, libre office, software editing immagini, bubbl.us, ecc.
# Predisposizione di uno storyboard o di una scaletta da seguire
# Utilizzo di un software di sccreencasting
# realizzazione della lezione attraverso la registrazione del desktop e della propria voce
# pubblicazione sul proprio canale Youtube e condivisione nei principali social network

Come si vede si tratta di molteplici operazioni che coinvolgono competenze e abilità di ordine differente: disciplinari, cognitive, metodologiche, tecniche, digitali, ecc.

I lavori degli studenti
Tra i lavori realizzati ne propongo all'attenzione alcuni selezionati tra i migliori, l'argomento trattato è in tutti e tre i casi lo stesso: Feuerbach: biografica, critica all'idealismo hegeliano e critica alla religione. Pubblico comunque tutte e tre le lezioni anche per rispetto del lavoro degli studenti e come premio per il loro impegno.

Autore: Elisa Caria
Titolo: Ludwig Feuerbach
Argomento: critiche ad Hegel e al cristianesimo



Autore: Ilaria Frau
Titolo: Ludwig Feuerbach
Argomento: biografia di Feuerbach, critica all'idealismo hegeliano e alla alienazione religiosa




Autore: Giuseppe Gargano
Titolo: Videolezione su Ludwig Feuerbach

Argomento: biografia di Feuerbach, critica all'idealismo hegeliano e alla alienazione religiosa


giovedì 15 gennaio 2015

Lezioni sulla filosofia di Karl Marx realizzate dagli studenti

Perché far realizzare "lezioni in video" agli studenti
Rimando al post dal titolo Lezioni di filosofia moderna realizzate dagli studenti per spiegare il senso didattico di una simile operazione, qui mi limiterò a rilevare che non si può nuotare senza tuffarsi in acqua, dunque se si vuole che gli studenti imparino a "leggere" e "scrivere" secondo i codici della comunicazione digitale per evitare che divengano gli analfabeti del futuro, occorre che imparino a produrre materiale digitale e pubblicarlo in rete, solo così potranno maturare e/o perfezionare le loro competenze digitali, di cui nessuno, neanche loro pretesi "nativi digitali", sono in possesso.

Questa non è una sperimentazione ... 
Il lavoro assegnato agli studenti della VF del Liceo Scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena è maturato come esigenza operativa nell'ambito del normale svolgimento dell'attività didattica e non come tentativo di adeguare artificiosamente la pratica formativa a "mode didattiche" come il Flipped Learning, magari sostenuti dalla convinzione che questo sia l'ennesima, soluzione a tutti i problemi dell'apprendimento e dell'insegnamento. Gli studenti hanno creato del materiale video con lo scopo di realizzare e rendere disponibili ai loro compagni, e a chiunque altro fosse interessato, risorse per lo studio e il ripasso della filosofia di Marx.

Facile giocare a fare video anziché studiare ...
Per evitare qualsiasi fraintendimento simile all'affermazione riportata nel titolo, chiarisco subito che fare questo video comporta difficoltà maggiori e richiede si disponga di capacità più raffinate e complesse di quelle messe in gioco da un approccio più tradizionale.
La pubblicazione del video ha infatti rappresentato la tappa finale di un complesso processo che ha riguardato:
# Lettura, comprensione e sintesi del testo del manuale e predisposizione di un testo che costituisca la base della spiegazione
# Ricerca di materiale e risorse multimediali come immagini, appunti, schemi, mappe concettuali, # relative ai temi da trattare e eventuale editing di tale materiale per adattarlo alle proprie esigenze
# Creazione di strumenti, utilizzando strumenti software o applicazioni web, da utilizzare per illustrare il pensiero dell'autore, come: cmap, word, google drive, libre office, software editing immagini, bubbl.us, ecc.
# Predisposizione di uno storyboard o di una scaletta da seguire
# Utilizzo di un software di sccreencasting
# realizzazione della lezione attraverso la registrazione del desktop e della propria voce
# pubblicazione sul proprio canale Youtube e condivisione nei principali social network

Come si vede si tratta di molteplici operazioni che coinvolgono competenze e abilità di ordine differente: disciplinari, cognitive, metodologiche, tecniche, digitali, ecc.

I lavori degli studenti
Tra i lavori realizzati ne propongo all'attenzione alcuni selezionati tra i migliori

AutoreMichele Serri,
Titolo: Le critiche di Marx,
Argomento: critiche a Hegel e alla concezione liberale dello stato e dell'economia



Autore: realizzata da: Claudia Tronci,
Titolo: Il distacco da Feuerbach e il materialismo storico
Argomento: esame critico del materialismo di Feuerbach e principi fondamentali del materialismo storico



Autore: realizzata da: Martina Piseddu,
Titolo: Karl Marx,
Argomento: esame critico del materialismo di Feuerbach e principi fondamentali del materialismo storico



Autore
: realizzata da: Enrica Portas,
Titolo: Il capitale: l'economia di Marx
Argomento: il capitale, i concetti fondamentali per comprendere l'economia capitalista, la crisi del capitalismo.

martedì 13 gennaio 2015

L'aggiornamento dei docenti nella "Cattiva Scuola"

Aggiornamento dei Docenti nella "BBBuona Scuola"
La proliferazione di pratiche didattiche, teorizzazioni e mode in ambito educativo, applicazioni web ad uso di insegnanti e studenti, materiali e risorse per la scuola, determina una situazione di estrema confusione e difficoltà per chiunque voglia tenersi aggiornato. Se infatti per un qualsiasi figura professionale che si muove nell'ambito della comunicazione, come è il caso degli insegnanti, l'aggiornamento non costituisce un optional, ma una necessità, d'altra parte è altrettanto vero che in Italia coloro che sono responsabili della formazione istituzionale non hanno mai portato avanti una seria politica di aggiornamento del personale educativo degna di questo nome, di indegne invece tante. Appare evidente che anche i Buoni Governanti e la loro Buona Scuola, si muovano sulla stessa così rivoluzionari nella parole, si muovano di fatto sulla stessa strada dei loro predecessori.
Aggiornarsi ricade quindi interamente, sia dal punto di vista economico, sia per quanto concerne il tempo speso a studiare e sperimentare (cui non viene dato alcun riconoscimento), sui singoli Cattivi Docenti della Cattiva Scuola.
Salto la parte oscena di questo intervento, la lunga sequela di insulti (peraltro pienamente meritati) e scritta attingendo al turpiloquio più spinto (ma occorre spingersi molto in là nel turpiloquio per definire la gestione del personale scolastico e della sua formazione professionale in attività), per passare a rispondere al problema di come sia possibile riuscire a non affogare nel grande mare informativo della rete.



Cura dei Contenuti - Content Curation
Il sovraccarico informativo e la conseguente difficoltà di orientarsi, informarsi e sviluppare le proprie competenze riuscendo a dominare sul piano concettuale la confusione del web, possono essere affrontati attraverso la content curation o cura dei contenuti. Si tratta di rivolgersi a quegli esperti del settore che ci interessa, in questo caso quasi sempre altri insegnanti, che rendono disponibili le loro esperienze e conoscenze in rete e seguirne indicazioni, suggerimenti, ecc., traendone spunto per la propria attività. 



Naturalmente occorre individuare quali curatori seguire e sperimentarne l'operato. Qualora questo ci soddisfi, perché viene incontro alle nostre esigenze e qualora l'esperienza ci dimostri che i curatori da noi scelti siano fonti attendibili, esperte, serie; avremo trovato dei punti di riferimento capaci di filtrare il numero eccessivo di informazioni presenti in rete sul tema "formazione e nuove tecnologie". Essi saranno capaci di selezionare e presentarci ciò che di interessante e importante avviene in questo ambito; viceversa, da soli, non saremo mai in grado di seguire tutto.
Qualora non ci soddisfino ne troveremo altri e potremo, a nostra volta, offrire quello che impariamo ad altri. 

Superare la radiazione informativa di fondo e il "bla bla bla istituzionale"
Si tratta di un approccio per la soluzione del problema dell'aggiornamento di tipo non formale - istituzionale che si avvale di una logica comunicativa basata su:
# folksonomia: l'organizzazione dei contenuti rilevanti viene operata dal basso e a partire da pratiche concrete e non imposta a priori, dall'alto, in base a un sistema precostituito di istanze e priorità che quasi mai trovano effettivo riscontro nella pratica reale dell'insegnamento e dell'apprendimento
# condivisione: il frutto dell'operare comunicativo in rete dei singoli viene condiviso creando un sistema di risorse non gerarchico e non accentrato, che può essere modellato e contestualizzato in molteplici modi, mostrando una capacità ottimale di adattarsi ai casi concreti e alle esigenze specifiche di chi fa formazione
# collaborazione: si viene a creare una rete tra pari, non gerarchizzata e informale, che attraverso l'interazione dialogica sviluppano le proprie competenze, promuovono nuove esperienze, maturano un uso consapevole e efficace delle tecnologie digitali, che non si riduce al bla bla bla di fondo che spesso caratterizza l'aggiornamento istituzionale.

Alternative?
Purtroppo, fino al momento in cui l'interesse di chi dirige la baracca ministeriale e governativa, sarà indirizzato alla rivoluzione propagandistica, cui normalmente segue la politica dei tagli delle risorse nei fatti, questa è la sola alternativa che mi viene in mente, l'altra sarebbe "rifiutare l'aggiornamento", ma in una società della conoscenza, del lifelong learning, della rivoluzione comunicativa, questo equivarrebbe ad avere insegnanti analfabeti, poiché incapaci di esprimersi usando la comunicazione digitale.
Naturalmente questa conclusione è piuttosto insoddisfacente, ma per evitare di incorrere in reati quali incitamento alla rivolta contro lo stato, o qualcosa del genere, meglio evitare di pronunciarsi.

Che Fare?
Questa lunga e verbosa premessa per arrivare al punto. Ciascuno deve coltivare personalmente la scelta dei curatori, scegliere da questi filtri informativi quelli che più si adattano alle sue esigenze e alla sua attività, al suo stile di insegnamento e alle problematiche che deve affrontare, che non sono mai perfettamente identiche e cambiano da docente a docente e da situazione a situazione.
Ho realizzato una raccolta di risorse sul tema delle applicazioni web educative, in cui ho inserito anche riferimenti a siti, blogger, curatori, che io seguo e che non sono certo io a scoprire. Tale selezione risponde alle mie personali esigenze, la propongo nell'intento di essere utile ad altri, che possono eventualmente prenderne spunto, modificarla, sperimentarla.
Per organizzare queste risorse ho usato un'applicazione web che è dedicata alla content curation, e al visual bookmarkingZeef, dove ho pubblicato la mia raccolta che aggiorno costantemente.


Riviste Online in italiano
In primo luogo segnalo le seguenti riviste online o e-magazine, dedicati al tema della didattica e delle nuove tecnologie. Incorporo qui sotto il blocco della pagina Zeef dal titolo "Educationl Web Apps"


Blog e Siti
In questo secondo blocco ho inserito siti e blog dedicati all'aggiornamento, con particolare riferimento alle applicazioni per l’educazione e al dibattito relativo all'utilizzo delle nuove tecnologie in un approccio fondato sull’e-learning e sul blended learning;


Curatori e-learning su Scoop.it
Scoop.it è forse uno degli strumenti più efficaci e più utilizzati nell'ambito della curation. Su Scoop.it sono molto numerosi i docenti e gli esperti che segnalano quanto di nuovo e interessante si svolge nell'ambito del dibattito educativo e della Nuove tecnologie al Servizio della Didattica. In questo blocco quelli che o seguo



Archivi di Applicazioni Web per la Didattica
In questo blocco si possono trovare Archivi, Repository, Raccolte di Applicazioni utilizzabili in ambito formativo e didattico che ho scelto perché vengono costantemente aggiornati, offrono segnalazioni interessanti e affidabili, senza segnalare tutto ciò che di nujovo vi è in tale ambito, ma solo ciò che, a loro giudizio, può essere interessante.


Archivi di Contenuti Disciplinari
Quest'ultimo blocco che presento è presenta invece una raccolta di siti e servizi che offrono contenuti disciplinari liberamente disponibili in rete. Gli ultimi due titoli sono invece dedicati alla disciplina che insegno, la filosofia, e sono due raccolte di video lezioni di filosofia da me realizzate per i miei studenti. Sul Web si possono trovare lezioni realizzate da docenti di ogni disciplina e che possono essere utilizzate da chiunque le ritenga utili per la propria attività, purtroppo, rispetto alla quantità di risorse del genere presente in inglese, spagnolo, francese, e altre lingue, quelle in italiano rappresentano ancora sparuta presenza, ma immagino che grazie alla "Buona Scuola", presto questo divario sarà colmato