giovedì 27 novembre 2014

Alexandria: risorse educative aperte (OER), biblioteca dedicata alla didattica per insegnanti e studenti

Il Progetto Alexandria
Il progetto Alexandria viene presentato in un lungo articolo pubblicato su Bricks il 20 settembre 2014 dalla redazione di Brocks Alexandria intitolato: "La biblioteca (digitale) di Alexandria, un ambiente flessibile per contenuti educativi aperti". Il progetto nasce da una iniziativa di Agostino Quadrino, attivo da decenni nell'ambito dell'editoria digitale, e Mario Rotta esperto dell'utilizzo didattico del web.

Risorse Educative Aperte e Online
Alexandria è un ambiente di self publishing per gli insegnanti italiani e rende possibile pubblicare risorse da condividere e quindi aperte. Risulta indirizzato anche agli studenti che possono accedere a contenuti disciplinari e trans-disciplinari da utilizzare per gestire anche in autonomia il proprio percorso di apprendimento secondo un'ottica di Personal Knowledge Management
La prospettiva è quella delle Risorse Educative Aperte o OER "Open Educational Resources" Si tratta quindi di un Repository, Archivio Digitale, Banca Dati che mira a raccogliere e rendere fruibili tutte le risorse digitali che, nonostante gli ostacoli frapposti dalle disastrose iniziative del ministero, gli insegnanti e studenti italiani producono quotidianamente e che non vengono in alcun modo valorizzate e/o rese condivisibili da chi sarebbe istituzionalmente preposto a questo compito.

Premesse di Alexandria: Personal Knowledge Environment e Personal Knowledge Management
Le premesse da cui parte il progetto sono due:
1. Il web costituisce la piattaforma potenziale entro la quale è possibile realizzare la formazione, ovvero i processi di insegnamento e apprendimento. All'interno dello spazio della rete, ciascuno, secondo le proprie esigenze e i propri interessi, ha l'opportunità di disegnare i limiti del proprio Ambiente Personale di Apprendimento o Personal Learning Environment;
2. Il web fornisce anche, attraverso strumenti o tools cloud (web based o webware), gli attrezzi per gestire il proprio percorso di apprendimento e organizzare, autonomamente e/o collaborativamente, la propria formazione. Questi strumenti sono le Applicazioni Basate sul Web o Web Based Apps.

Come si presenta la Home Page del Servizio Alexandria

Un Servizio ispirato al web cloud e ai social network
Pregio di Alexandria è di essere pensato e realizzato come un servizio web cloud e social come ne esistono tanti, senza complicazioni procedurali o burocratiche nelle varie operazioni che sono necessarie per realizzare e gestire il proprio account. La registrazione è molto semplice, così come la ricerca delle risorse disponibili. Infatti alla apertura e accessibilità del servizio, che utilizza quello che è l'approccio dei social network basato quindi sulla massima usabilità e su operazioni (registrazione, log in, pubblicazione, tagging, gestione dashboard, ecc.) ormai standardizzate.
Occorre segnalare che Alexandria è anche un marketplace, quei docenti o utenti che lo ritengano opportuno, possono anche indicare un prezzo per l'utilizzo del proprio lavoro, ma in generale prevale per ora la logica open.

Quelli che il Miur
Un sevizio del genere sarebbe dovuto nascere su iniziativa del MIUR, ma così non è stato. Si pensi a Gold, il repertorio di buone pratiche che nasce con la stessa finalità, qui i guai cominciano dall'inizio, infatti il solo tentativo di trovare la pagina da cui accedere a questo servizio è un problema, non è per niente semplice anche usando Google perché l'URL è http://gold.indire.it/gold2/, quindi se si cerca "gold" o "gold miur", non si trova quello che si cerca. Ho dovuto digitare su Google "gold miur buone pratiche" per superare il problema, ma non si tratta certo del più semplice e intuitivo degli approcci.
Poi se una volta giunti sul sito si ha anche la pretesa di trovare qualcosa presente al suo interno, più che a una strategia di ricerca occorre affidarsi alla fede nella buona sorte. Se digito il mio nome, la mia "buona pratica" presente su gold, non compare, non esisto, eppure sono stato anche tra i vincitori della edizione 2010 di Gold. Il fatto è che su Gold non sono presenti risorse (video, testi, file audio, link, ecc.), troppo semplice, ma i famigerati "progetti", delizia delle direzioni del MIUR, e archiviati secondo una lunga e complessa procedura che manderebbe in estasi il più borbonico dei burocrati, ma che non serve a ciò cui dovrebbe servire: trovare quello che si cerca. Si passano ore a compilare le varie schede di identificazione delle risorsa che si intende pubblicare,  si devono scrivere le cose più assurde (obiettivi, finalità, stakeholder e altre amenità del genere) e si deve categorizzare il tutto secondo un sistema tassonomico sgangherato e complicato, che avrebbe fatto impazzire anche uno gnostico come Basilide. Cliccare QUI per averne un esempio. Comunque sia alla fine chi cerca non trova e questo dice tutto sul servizio offerto che pare basato sul principio: "teniamo lontani gli utenti rendendo tutto incomprensibile".

Facilità di accesso, semplicità nella ricerca, accuratezza nella classificazione delle risorse
Naturalmente su Alexandria, alla libera fruizione delle risorse corrisponde una rigida strutturazione delle stesse proprio per renderle più facilmente reperibili e fruibili. Al momento della pubblicazione infatti è necessario compilare una scheda dell'oggetto che si intende pubblicare in cui sono inseriti i metadati che descrivono quell'oggetto (descrizione, tags, titolo, autore, categorizzazione, ecc.) e che sono strutturati seguendo i criteri della folksonomia e di alcuni standard internazionali (MAG, Dublin Core). 
Il funzionamento è volutamente ridotto ad alcune operazioni elementari e la grafica è indirizzata a semplificare le operazioni e rendere usabile l'archivio.
1. Ci si registra gratuitamente
2. si caricano le risorse (testi, presentazioni, audio, video, ecc.) o si pubblica il link di risorse esterne già presenti sul web
3. si compila la scheda identificativa della risorsa

Conoscenza distribuita e collaborativa
Nel post viene anche sinteticamente delineata la storia della open education o OER a partire dall'educazione aperta e distribuita, fino all'attuale affermarsi dei MOOCs (Massive Open Online Courses) e alla filosofia open che vi è dietro: condivisione delle risorse, conoscenza distribuita, collaborativa e intesa come bene comune.
Si tratta quindi di un ambiente che consente all'utente di pescare risorse per costruire il proprio ambiente di apprendimento o Personal Knowledge Environment e rende possibile sviluppare una forma di intelligenza collettiva e collaborativa. 

A mio giudizio si tratta di un'ottima iniziativa che andrebbe supportata perché offre una struttura semplice e utile per consentire la diffusione e disseminazione di quanto docenti e studenti da tempo fanno quotidianamente, iniziativa che avrebbe dovuto prendere il ministero se questo non fosse pretendere troppo da un management politico incompetente e inconcludente.

Nel video Agostino Quadrino presenta Alexandria, ambiente online di apprendimento, self publishing e condivisione contenuti digitali didattici


LINK UTILI
1. Bricks, articolo della redazione su Alexandria, 20 settembre 2014
2. video di presentazione di Alexandria
3. La proposta così come viene presentata nel sito

martedì 25 novembre 2014

La LIM e il Web: scambiare un device per l'ambiente di apprendimento, il caso di "Scuola digitale in Sardegna"

Non intendo versare fiumi di inchiostro ma limitarmi a un rivolo per chiarire alcuni punti sulla LIM e il suo utilizzo nella didattica servendomi di un contributo interessante e su cui a grandi linee concordo: Dalla Lim alla Lim 2.0, di Mario Gabbari, Roberto Gagliardi, Antonio Gaetano, comparso il 9 febbraio 2012 e pubblicato su Bricks .

Il problema che però si riscontra è quello di un fraintendimento che, pur non inficiando l'analisi della rivoluzione digitale in corso e dei mutamenti che essa comporta sul piano della formazione, tende ancora una volta a tematizzare e porre in primo piano un device, la Lim, piuttosto che quello che costituisce il vero problema: il web e la necessità di assumerlo come ambiente entro il quale è necessario che lo studenti crei il proprio sistema di Gestione Personale dell'Apprendimento o Personal Learning Management.
Finché ci si concentrerà sui device e sulle competenze tecniche necessaria al loro utilizzo, mancherà la consapevolezza teorica non di quanto stia accadendo, ma di cosa questo cambiamento metta in gioco e di cosa occorra fare per affrontarne consapevolmente le conseguenze sul piano formativo: si tratta di procedere a una nuova alfabetizzazione comunicativa e di ridefinire il concetto stesso di realtà entro il quale si sviluppa la comunicazione e la costruzione e condivisione delle conoscenze così come la formazione delle competenze.

L'articolo "Dalla Lim alla Lim 2.0"
Al centro dell'articolo la rivoluzione comunicativa e paradigmatica e le conseguenze che questa rivoluzione determina nell'ambito dell'apprendimento, che comportano l'adozione di un prospettiva educativa vicina al connessionismo
L'articolo non solo è molto interessante e capace di offrire una analisi delle dinamiche scatenate dall'affermarsi del web in tutti i campi (estetica, educazione, conoscenza, comunicazione, marketing, ecc.), ma suggerisce anche le linee teoriche di un approccio diverso alle tematiche formative. 

Apprendimento e Connessionismo
Apprendere significa avere la capacità di percorrere e creare reti informative di natura sociale in cui si attua una costruzione collettiva della conoscenza che si presenta come un sistema distribuito e reticolare. Interessante anche il tentativo di definire il nuovo soggetto umano che si viene affermando in questa trasformazione generale, come il "nuovo barbaro", secondo l'espressione di Baricco, che sviluppa la sua umanità più in senso orizzontale, il surfing tra i dati e le informazioni, che verticale, la profondità della ricerca.

Una incongruenza piccola ma dalle grandi conseguenze
A mio giudizio vi è però una incongruenza e contraddittorietà tra questa stimolante analisi della situazione è la proposta della LIM come "strumento privilegiato" per "sviluppare e perseguire" nuove forme di social learning, cooperative learning e costruzione e connessione di conoscenze sociali e distribuite. E' evidente dallo stesso discorso degli autori che questo strumento è il web e la LIM, nella migliore delle ipotesi, è solo un device per agire nel web, utile e che si deve avere in aula e di cui occorre conoscere il funzionamento, ma non certo privilegiato, a meno di non voler confondere la porta con l'ambiente cui questa ci fa accedere.

Cosa intendo dire? Il caso Semidas o de "La scuola digitale in Sardegna"
Per capire a quali estremi mali, a cui riesce difficile immaginare estremi rimedi, possa portare la svista di chi scambia un device per l'ambiente di apprendimento, cito il pietoso caso di 1.000 docenti, cui è stato affibbiato il buffo nome di "master teacher", condannati alla pena di passare 50 ore reclusi in presenza e 25 reclusi in un ambiente virtuale, per imparare a menadito vita morte e miracoli dei software proprietari delle LIM.
Si tratta forse più di un caso di violazione dei diritti umani che di un esempio da citare in un post sulle nuove tecnologie didattiche, ma è un caso esemplare. Dei software, molto limitati e proprietari, decisamente inferiori a quelli aperti, cloud, di uso libero che sono disponibili in rete; dei software con cui la condivisione di ciò che si produce è problematica e con cui la Lim più che in una finestra aperta verso il mondo si trasforma nella porta di una prigione che impedisce l'accesso al mondo, vengono ad essere assunti come ineffabile meta del percorso formativo di questi 1.000 sfortunati docenti.

Dalla LIM al Personal Knowledge Environment
Perché non insegnare alle 1.000 vittime del progetto "Scuola digitale in Sardegna" come fare del web uno strumento di apprendimento attraverso l'utilizzo di quelle migliaia di applicazioni cloud, (web based tools o webware) che consentono di comunicare, collaborare, creare, condividere, organizzare, ecc.? Perché non far loro acquisire le abilità necessarie a costruire un Personal Learning Environment e ad imparare ad apprendere - learning to learn - per rendere il web un Personal Knowledge Environment? Perché non fare in modo che, attraverso la pratica, essi non sviluppino strategie e azioni didattiche per poi trasferire le competenze così acquisite agli studenti? Forse sarebbe una cosa troppo intelligente da fare per pensare che a farla sia chi dirige la baracca scolastica? perché non rivolgersi a quei docenti che sono tanti e da tanti anni portano avanti queste attività anziché studiare a tavolino questi progetti destinati inevitabilmente a fallire? La sola risposta che mi viene in mente è "The answer, my friend, is blowin' in the wind"

domenica 23 novembre 2014

Lezioni sulla filosofia di René Descartes

Raccolta di risorse per l'insegnamento e l'apprendimento della filosofia e del pensiero di René Descartes. Le risorse sono state selezionate tra tutti i video in italiano presenti nel web e che contengono lezioni e/o presentazioni relative alla filosofia di Cartesio. I video, pubblicati in una raccolta realizzata con Pearltrees, sono stati selezionati assumendo come criteri l'attendibilità, la chiarezza espositiva, la valenza esplicativa, al fine di costituire un archivio di lezioni che possano essere utilizzate nell'ambito della didattica scolastica.

I video comprendono varie tipologie:
1. brevi presentazioni della filosofia di Cartesio e di alcune sue opere o problematiche (Oilproject, 29elode), 
2. lezioni più complete e complesse come la trasmissione dedicata a Cartesio dalla Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche o le 4 "interviste impossibili" curate da Tullio Gregory e pubblicate da "Editrice La Scuola". 
3. Presente anche il film di Roberto Rossellini dedicato a Cartesio nella sua versione completa, e alcuni brevi estratti del film dedicati a momenti particolarmente importanti della vita del filosofo e dell'opera del filosofo francese.

Questo il link diretto per accedere alla raccolta: René Descartes su Pearltrees

 

venerdì 21 novembre 2014

Rassegna articoli e reportage sul Festival di Filosofia di Modena, Carpi,Sassuolo del 2014


Come previsto dal progetto "Festival di Filosofia", realizzato dal Liceo "G. Brotzu" lo scorso anno scolastico grazie alla donazione di un privato, il gruppo che ha partecipato al Festival sta provvedendo a realizzare una documentazione sul Festival di Filosofia del 2014. Tra le iniziative prese si è pensato di raccogliere tutte le più importanti informazioni sul festival presenti sul web in una Bacheca realizzata con Pinterest per poter accedere facilmente ad articoli, reportage, documenti, testi, resoconti, ecc. aventi come tema principale il Festival di Filosofia.

Ricordo che il gruppo che ha partecipato al festival è composto dagli studenti: Elisa Farris, Sabrina D'Alessandro,  Alessandro Tidu,  Michele Usai, accompagnati dal docente Gianfranco Marini. La Bacheca che presentiamo viene costantemente aggiornata a cura del docente e degli studenti.


giovedì 20 novembre 2014

Pinterest e Pearltrees: bacheche e raccolte di storia realizzate dagli studenti ne LA CATTIVA SCUOLA

Comunicazione Digitale
Apprendere le competenze e abilità di base della comunicazione digitale è un processo fondamentale per fare in modo che gli studenti da nativi digitali non diventino barbari digitali. Importante è acquisire la consapevolezza delle principali procedure e operazioni che stanno alla base della pubblicazione sul web e quindi del fondamentale obiettivo di fare in modo che gli studenti non siano passivi fruitori di contenuti precostituiti, ma autori

Abilità e competenze nella comunicazione digitale
Si tratta di operazioni quali scrittura (web writing) e lettura sul web, web publishing e web editing, cura dei contenuti (content curation), tagging (categorizzazione), folksonomia, ottimizzazione per i motori di ricerca (Seo), ecc. Tutte operazioni che hanno, per la maggior parte, analogie e corrispondenze anche nella comunicazione scritta (chirografica e tipografica) e che, anche nella comunicazione scritta, rappresentano capacità e abilità estremamente difficili da conseguire e padroneggiare pienamente. A maggior ragione ancora più difficile raggiungere livelli di competenze elevati nelle operazioni che costituiscono la grammatica e la sintassi della comunicazione digitale, ché, in un certo senso, la comunicazione digitale comprende come suo sottoinsieme quella chirografica e tipografica, anche se su ciò si potrebbero versare fiumi di inchiostro o di pixel. 

Alfabetizzazione digitale tramite i Social Network
Tra i possibili percorsi di "alfabetizzazione digitale" vi è quello di insegnare l'utilizzo di social network e webapps agli studenti assegnare loro dei lavori in modo che alla consapevolezza teorica si aggiunga la padronanza conseguibile solo con la pratica. Qualcosa di simile alle pagine di lettere e parole che un tempo si facevano scrivere agli scolari delle scuole elementari.

Obiettivi di apprendimento
A tale fine è opportuno far riferimento a applicazioni o social network che siano semplici da adoperare e le cui procedure di utilizzo,  per quanto possibile, siano universalizzabili, costituiscano cioè degli schemi di comportamento facilmente estensibili ad altri casi. E' inoltre chiaro che tali applicazioni o social network devono essere adoperati su contenuti e tematiche disciplinari con il duplice scopo di migliorarne / approfondirne la conoscenza e di apprendere l'uso dei fondamentali strumenti di elaborazione dell'informazione digitale, equivalenti, mutata mutandis, alla capacità nella cultura tipografica, di prendere appunti, schematizzare, annotare, ecc.

Pinterest e Pearltrees
A questo scopo ho scelto due applicazioni web o web apps, popolari, semplici da usare, amichevoli, divertenti: Pinterest e Pearltrees, Ho provveduto ad assegnare agli studenti, come esercizio, quello di cercare e selezionare risorse multimediali sul web e poi raccoglierle utilizzando questi due strumenti.

Selezionare e Valutare
In entrambi i casi le abilità messe in gioco sono di livello cognitivo e metacognitivo complesso, si tratta infatti di imparare a cercare fonti sul web (l'equivalente di quello che si fa cercando nei libri, in una biblioteca, ecc.), confrontarle e valutarle, selezionare quelle che si ritengono migliori in base a determinati criteri su cui occorre riflettere. E' importante anche sottolineare che qui non si tratta di far giocare gli alunni e le alunne con i social network, il lavoro cognitivo e metacognitivo riguarda principalmente, quasi esclusivamente, categorie, lessico, concetti delle discipline coinvolte e comporta da parte degli studenti uno sforzo per comprenderle sul piano teorico ed utilizzarle su quello pratico.

Categorizzare e Commentare
Una volta terminata la fase del reperimento delle risorse occorre esercitarsi nella complessa arte o scienza della categorizzazione per dare ordine al materiale raccolto in modo da offrirne una classificazione soddisfacente. Cosa questa piuttosto elementare con Pinterest che non consente di creare categorie dentro altre categorie ma una sola bacheca tematica. Con Pearltrees invece è necessario procedere a disegnare una gerarchia / tassonomia concettuale che comprende relazioni di genere e specie  e che permette di operare una organizzazione più raffinata delle conoscenze.
Conclusa questa operazione si passa alla grammatica di base della comunicazione digitale: creare dei titoli, recensire / commentare le singole risorse, fornire nel commento un eventuale valore aggiunto personale. manca in entrambi questi social network la categorizzazione / descrizione del materiale pubblicato.

Pubblicazione  e Gestione Account
Pubblicare significa in primo luogo creare un proprio account e saperlo gestire imparando ad eseguire le operazioni di base e utilizzare gli strumenti disponibili (condivisione, follower, following, like, embedding - incorporazione, collaborazione, ecc.).
In conclusione le due fasi permettono di misurarsi concretamente con il web e gli strumenti di comunicazione messi a disposizione e di maturare e/o potenziare le abilitò e competenze di base della comunicazione digitale.

I Risultati
Non è importante, anche se è auspicabile, che i risultati siano di buon livello ai primi tentativi, ciò che importa è una valutazione collettiva, fatta da docenti e studenti insieme, che individui gli errori comuni e le possibili strategie per ovviare a questi errori.
Questi sono esempi del lavoro svolto dagli studenti della classe IV F del Liceo "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena (CA), scelti tra i migliori, per chi volesse prendere visione di tutti i lavori degli studenti li può trovare qui: lavori eseguiti con Pinterest e Pearltrees.

Pinterest
Alice Cocco: L'Olanda

Pearltrees

La Cattiva Scuola
Rimane da dire dell'enorme carico di lavoro per il docente che questo modo di procedere comporta, infatti il povero insegnante deve:
1. sperimentare in prima persona i vari social network e imparare a utilizzarli prima di individuare quelli da proporre agli alunni;
2. ideare gli esercizi, spiegare agli alunni il funzionamento delle applicazioni web che dovranno adoperare e i criteri di valutazione che saranno adoperati in fase di correzione;
3. raccogliere gli esercizi che gli studenti sono soliti far piovere al docente da ogni luogo dello spazio virtuale (FB, Forum, whatsapp, mail, ecc.);
4. valutare gli esercizi visitando centinaia di link, leggendo centinaia di recensioni, ecc.
5. predisporre un foglio di correzione contenente criteri di valutazione, tabelle di punteggi, commenti per ogni singolo studente
6. procedere alla correzione in aula che deve essere collaborativa e rispondere alle innumerevoli richieste di chiarimento provenienti dagli studenti.
Perché tutto questo sia possibile occorre che trionfi LA CATTIVA SCUOLA.

Fortunatamente chi scrive, IO GIANFRANCO MARINI, sono molto lontano da LA BUONA SCUOLA, e dalla MERAVIGLIOSA VACUITA' e DAL CIALTRONESCO FASCINO GRAFICO di chi non comunica niente, quindi non devo passare ore e ore a scuola e a seguire corsi o sostituire colleghi o impegnarmi in altre attività dalla discutibile utilità per COLLEZIONARE PUNTI in modo da poter avere OGNI DUE ANNI 66 EURI, con i quali non si recupera se non in minima parte il danaro perso per avere LO STIPENDIO BLOCCATO DAL 2009, e che rimarrà probabilmente fermo FINO AL 2018.

IO SONO PER LA CATTIVA SCUOLA, preferisco impegnarmi per ciò che, a quanto si legge nel manifesto renziano de LA BUONA SCUOLA, è la COSA PIU' INUTILE "LA QUALITA' DELL'INSEGNAMENTO CHE SI ATTUA IN AULA CON I PROPRI STUDENTI" cercando di fare quanto meglio posso. 

PERCIO'

Non potendo USARE IL TURPILOQUIO, come mi piacerebbe fare, per motivi di decoro; mi limiterò a dire 

W LA CATTIVA SCUOLA 



Blendspace: creazione e gestione di lezioni - Blended Learning e Flipped Classroom


Che cos'è Blendspace
Blendspace è una web app o webware che rende possibile creare lezioni in modo semplice e in breve tempo, raccogliendo e organizzando risorse in uno spazio virtuale e condividendole con i propri studenti. L'idea di base è molto semplice, l'insegnante svolge un lavoro di ricerca e selezione di risorse multimediali sul web, individuando quelle che possono essere utilizzate per sviluppare la propria programmazione.  Tali risorse vengono poi organizzate con gli strumenti messi a disposizione da Blendspace. Terminato questo lavoro la lezione è pronta e può essere condivisa con la propria classe. 

In sintesi Blendspace è un servizio web based che consente di realizzare lezioni e condividerle con i propri studenti. Permette infatti la creazione di classi, gli studenti si possono iscrivere tramite un codice che viene automaticamente fornito quando l'insegnante crea la classe.


Come si realizza la lezione con Blendspace
Le risorse necessarie alla realizzazione della lezione possono essere anche caricate dal docente (upload) dal proprio pc, Blendspace rende disponibile uno strumento per effettuare ricerche nei principali sociale network (youtube, flickr), in alcuni motori di ricerca (google, search OpenEd), o di inserire nella nostra lezione file da dropbox o da google drive. E' anche possibile inserire direttamente il web link della risorsa che ci interessa. In questo modo si ottiene un percorso, in cui sono anche comprese le istruzioni del docente, che lo studente può affrontare online, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo e con qualsiasi devices.

Interazione comunicativa
Con Blendspace è anche possibile valutare il grado di comprensione degli studenti e monitorare i loro progressi attraverso la somministrazione di Quizzes. E' inoltre semplice venire incontro alle esigenze specifiche di ciascuno studente personalizzandone il percorso formativo e rispondendo alle loro richieste di aiuto. Gli studenti possono infatti interagire comunicativamente sia lasciando commenti che inviando richieste di aiuto, possono anche esprimere il loro gradimento sulle singole risorse o anche il loro non gradimento. 

Monitoraggio e Analytics
Il monitoraggio avviene attraverso un servizio di analytic che la rileva i comportamenti degli studenti su blendspace, quali: login, tempo di connessione, commenti, like e dislike, richieste di aiuto, effettuazione e risultati dei quizzes, è anche possibile sapere chi a guardato cosa e per quanto tempo, ecc.. In questo modo si ha un quadro completo, reso con una grafica piacevole e che semplifica la percezione di quanto sta accadendo nello spazio virtuale, 

Esempio di monitoraggio complessivo


Esempio di report delle attività di uno studente

Il seguente video di 1:06 minuti illustra il tipo di logica con cui funziona Blendspace e ne mette in risalto la semplicità d'uso

 

Approccio didattico
Per inquadrare Blendspace dal punto di vista delle teorie didattiche si può affermare che si presenta come uno strumento per progettare il percorso formativo secondo un'ottica fondata sul Blended Learning e/o sui principi della Flipped Classroom. Si ispira nella costruzione della lezione alla Content Curation, infatti il docente deve fare un lavoro di cura dei contenuti. Nella gestione complessiva del processo di insegnamento - apprendimento consente di adottare un'ottica basata sul project based learning e sull'istruzione differenziata (Differentiated Instruction). Si presta anche a un tipo di didattica moderatamente collaborativa e social secondo i principi del collaborative learning e del social learning.

Giudizio complessivo
Come sempre ho fatto in questo blog, ho utilizzato blendspace prima di recensirlo, perché è il solo modo di valutare seriamente una risorsa e/o un servizio. Non ho ancora avuto il tempo di testarlo con una delle mie classi, cosa che farò prossimamente in modo da poter avere tutti gli elementi per una valutazione di questo prodotto. Pe ril momento l'impressione ricevuta è molto buona sia per la semplicità con cui si possono creare le lezioni e che per la facilità con cui avviene la gestione del percorso formativo in tutte le sue fasi (studio, monitoraggio, valutazione, assistenza, ecc.).
Penso che Blendspace possa essere considerato un tentativo riuscito di fornire nuovi strumenti per il blended learning e l'e-learning che superino i limiti dei CMS tradizionali, le cosiddette piattaforme di e-learning, che prospettano il processo di apprendimento e insegnamento secondo una logica di tipo somministrativo - erogativo di tipo top - down, in cui il percorso di apprendimento è precostituito a priori, il livello di interazione comunicativa è minimo, contenuti e obiettivi sono anch'essi determinati a priori e il processo di apprendimento nel suo insieme è meccanico e rigido.

sabato 15 novembre 2014

Pinterest: gamification e game based learning

Una bacheca Pinterest dedicata alla gamification e al game based learning. Di questi fenomeni, del loro impatto nella formazione e delle loro potenzialità educative ho già parlato nel post gamification e game based learning.

Presento qui la Bacheca Pinterest che ho dedicato alla raccolta di articoli, web apps, risorse, riflessioni, ecc. sulla gamification, i serious games, il game based learning. La bacheca conmprende per ora 34 pin ma la aggiorno costantemente.
Tra i vari link proposti si possono trovare interessanti spunti e materiali per documentarsi su questa nuova prospettiva che costituisce una delle principali tendenze nel mondo educativo del 2013 e del 2014 e per evitare che anche questa strategia didattica venga assunto acriticamente come una modo o la soluzione finale di tutti i problemi educativi.

Segui la bacheca Gamification di Gianfranco su Pinterest.