lunedì 27 ottobre 2014

La grande guerra: testimonianze umane di eventi disumani

Al di là della storia manualistica la prima guerra mondiale, combattuta dall'Italia dal 1914 al 1918, presenta una varietà e ricchezza di memorie relative a fatti, episodi, aneddoti, testimonianze, che riescono a rendere conto molto più efficacemente di un saggio o un manuale, della tragicità di questo evento apocalittico.

Il "general Cadorna"
Luigi Cadorna (1850 - 1928)
Se si avverte talvolta l'esigenza di introdurre una nuova categoria storiografica del tipo "emerito pezzo di merda", questa esigenza si fa impellente se ci si sofferma sulla nefasta figura del generale Luigi Cadorna, basti pensare che furono gli stessi alleati dell'Intesa a volerne l'allontanamento dopo Caporetto, volontà espressa nel vertice tenutosi a Rapallo il 6 novembre del 1917. Tragedia di Caporetto di cui il Cadorna diede l'intera responsabilità alla vigliaccheria dei suoi soldati e ai complotti dei perfidi disfattisti socialisti, non all'incapacità sua e di un altro losco e incompetente figuro, Pietro Badoglio, che, come Cadorna, avrà grande successo, dato che nella classe dirigente italiana, ora come allora, il successo è sempre stato inversamente proporzionale al merito. 
A sostegno di questo giudizio così drastico su Cadorna un florilegio tratto da suoi scritti, discorsi, comunicazioni, ecc., da cui traspaiono la sua personalità e le sue convinzioni:

Per attacco brillante si calcola quanti uomini la mitragliatrice può abbattere e si lancia all'attacco un numero di uomini superiore: qualcuno giungerà alla mitragliatrice […]". 

"Le sole munizioni che non mi mancano sono gli uomini”. 

"Il superiore ha il sacro potere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti ed i vigliacchi".  
"Chi tenti ignominiosamente di arrendersi e di retrocedere, sarà raggiunto prima che si infami dalla giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti e da quella dei carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia freddato da quello dell’ufficiale".

Questo il testo della canzone, una delle tante versioni, che i soldati dedicheranno a Cadorna:

Il general Cadorna ha scritto alla regina
«Se vuoi veder Trieste te la mando in cartolina»
Bom bom bom al rombo del cannon

Il general Cadorna si mangia le bistecche
ai poveri soldati ci dà castagne secche
Bom bom bom al rombo del cannon

Il general Cadorna è diventato matto
chiamà il '99 che l'è ancor ragazzo
Bom bom bom al rombo del cannon

Il general Cadorna ha perso l'intelletto
chiamà il '99 che fa ancor pipì nel letto
Bom bom bom al rombo del cannon

Il general Cadorna ha scritto la sentenza:
«Pigliatemi Gorizia, vi manderò in licenza»
Bom bom bom al rombo del cannon

Il general Cadorna 'l mangia 'l beve 'l dorma
e il povero soldato va in guerra e non ritorna
Bom bom bom al rombo del cannon.

I Soldati italiani
1^ guerra mondiale - trincea italiana
Circa 5 milioni di italiani, per la metà analfabeti, quasi tutti contadini, senza potersi comprendere tra loro perché parlavano lingue diverse, male armati e male equipaggiati, partirono per il fronte e vissero la tragica esperienza della guerra in condizioni estreme. Fame, miseria, paura, ribellione, umiliazione, angoscia, sono alcuni dei sentimenti che si possono trovare nelle loro testimonianze (lettere, memorie, canzoni di guerra, ecc.), che danno un resoconto ben diverso dell'esperienza della guerra rispetto a quello fornito dalla propaganda governativa e alle spacconate di D'Annunzio. uomini che da civile erano abituati alla miseria, a non avere diritti, a obbedire, a lavorare duramente e che, forse anche per questo, meglio di altri ressero la terribile esperienza della guerra.

Gabriele D'Annunzio sullo SVA 10 utilizzato per il celebre volo su Vienna

Queste alcune delle loro testimonianze (da http://www.storiaxxisecolo.it/)

Lettera di un generale a Giolitti (1915)

"Vi sono truppe allo scoperto, sotto il tiro del cannone nemico, con 15° sotto zero, e si vuole che avanzino. Muoiono gelati a centinaia e ciò è ignorato dal paese. Gli ufficiali più arditi hanno crisi di pianto di fronte alla vanità degli sforzi, davanti all'impossibile. Sull'Isonzo si muore a torrenti umani e nulla finora si è raggiunto."

lettera sottoposta a censura
B.N. anni 25, soldato; condannato a 4 anni di reclusione per lettera denigratoria, (1916)
"Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione. Se avessi per le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei".

Silvio D' Amico, Diario di guerra (in: Corriere della Sera del 30 marzo 1980, rid.)
Ma il fatto più atroce è un altro. Presso un reggimento di fanteria, avviene un'insurrezione. Si tirano dei colpi di fucile, si grida non vogliamo andare in trincea.Il colonnello ordina un'inchiesta, ma i colpevoli non sono scoperti. Allora comanda che siano estratti a sorte dieci uomini; e siano fucilati. Sennonché, i fatti erano avvenuti il 28 del mese, e il giudizio era pronunciato il 30. Il 29 del mese erano arrivati i " complementi", inviati a colmare i vuoti prodotti dalle battaglie già sostenute: 30 uomini per ciascuna compagnia. Si domanda al colonnello: "Dobbiamo imbussolare anche i nomi dei complementi? Essi non possono aver preso parte al tumulto del 28: sono arrivati il 29 ". Il colonnello risponde:." Imbussolate tutti i nomi". Così avviene che, su dieci uomini da fucilare, due degli estratti sono complementi arrivati il 29. All'ora della fucilazione la scena è feroce. Uno dei due complementi, entrambi di classi anziane, è svenuto. Ma l'altro, bendato, cerca col viso da che parte sia il comandante del reggimento, chiamando a gran voce: "Signor colonnello! signor colonnello! ". Si fa un silenzio di tomba. Il colonnello deve rispondere. Risponde: "Che c'è figliuolo? ". " Signor colonnello! " grida l'uomo bendato "io sono della classe del '75.Io sono padre di famiglia. Io il giorno 28 non c'ero. In nome di Dio! ". "Figliuolo" risponde paterno il colonnello "io non posso cercare tutti quelli che c'erano e che non c'erano. La nostra giustizia fa quello che può. Se tu sei innocente, Dio te ne terrà conto. Confida in Dio".

La propaganda: Domenica del Corriere del 24 settembre 1916, episodio di Enrico Toti

Cesare De Simone, tratto da “L’Isonzo mormorava”
Nel marzo 1916 il mio comandante di divisione, al quale riferivo per telefono le ragioni per cui una operazione ordinatami non poteva riuscire e si sarebbe avuto un macello, osservò che di carne da macello da darmi ne aveva quanta poteva abbisognarmene; risposi che facevo il colonnello non il macellaio; s’interruppe il telefono: un ordine scritto mi ordinò l’onerosa operazione.”. 

"Tutte le volte che c'era un attacco arrivavano i carabinieri. Entravano nelle nostre trincee, i loro ufficiali li facevano mettere in fila dietro di noi e noi sapevamo che - quando sarebbe stata l'ora- avrebbero sparato addosso a chiunque si fosse attardato nei camminamenti invece di andare all'assalto. Questo succedeva spesso. C'erano dei soldati, ce n'erano sempre, che avevano paura di uscire fuori dalla trincea quando le mitragliatrici austriache sparavano all'impazzata contro di noi. Allora i carabinieri li prendevano e li fucilavano. A volte era l'ufficiale che li ammazzava a rivoltellate."

Il Diario di Elena duchessa d'Aosta
Fece scandalo, subito dopo la guerra, la pubblicazione del diario di Elena d’Aosta che era malata ai polmoni ma pretese un posto di Crocerossina e non si risparmiò. Raccontò cosa significava stare «accanto agli eroi» moribondi. «I feriti – testimoniò – venivano trasportati con treni non attrezzati cioè con carri bestiame, in vagoni non disinfettati. Impossibile medicare gli ammalati». A Bologna, nell’asilo De Amicis, si trovavano ammassati come sardine quattrocento mutilati. «Non c’erano i bagni e, qualche volta, mancavano anche i viveri. I feriti portavano ancora i loro indumenti sporchi di terra e di sangue. Per i loro bisogni, dovevano andare nel cortile. La notte evacuavano nei secchi che, quando traboccavano, li versavano da un piano all’altro, attraverso le tavole disgiunte del pavimento». Soldati con malattie alla pelle o con infezioni contagiose stavano tutti insieme e la loro igiene consisteva nel lavarsi in un’unica tinozza che, come risultato più evidente, consentiva di contagiarsi a vicenda. La pubblicazione sembrò eccessiva tanto che qualcuno osservò che la duchessa, probabilmente, era stata troppo severa. Rispose: «Come potevo rimanere silenziosa davanti a tante necessità urgenti e all’imbecillità di alcuni?»

Le perdite umane italiane nella grande guerra
Varie sono le stime dei soldati italiani morti nel corso della guerra, Giorgio Mortara, demografo, stimò il numero di vittime in 651.000, lo storico britannico Thompson calcolò in 689.000 il numero di militari morti. I morti civili furono 1.021.000 (denutrizione, influenza spagnola). 947.000 furono i feriti, mutilati e invalidi, 600.000 i prigionieri e dispersi. Su un totale di 5.615.000 uomini mobilitati si ebbero perdite complessive pari a 2.197.000 (morti, mutilati, invalidi, dispersi). Il 39% di quanti partirono per la guerra furono vittime della carneficina.
Nel corso della guerra finirono dinanzi ai Tribunali militari 262.500 soldati, il 6% dei mobilitati. 170.000 di questi subirono una condanna. Le condanne a morte furono 4.028, di cui 750 eseguite; le condanne all'ergastolo 15.345. Difficile calcolare il numero dei soldati che vennero decimati o fucilati al fronte senza processo su ordine dei comandanti per episodi di insubordinazione, codardia, ecc. Il Codice Pensale (Art. 40) dell'esercito dava infatti la possibilità a qualsiasi comandante, anche sottufficiali, di ordinare esecuzione sommarie senza processo.

Sacrario militare di Redipuglia, inaugurato nel 1938, contiene le salme di 100.000 soldati italiani di cui 60.330 ignoti


LINKOGRAFIA
Storiaxxisecolo: La grande guerra
www.veja.it: L'inferno delle trincee al comando di ufficiali senza nessuna umanità
http://www.adnkronos.com: Militari italiani fucilati durante la Grande Guerra
http://www.crashonline.it/: Riabilitate i 4 alpini fucilati
La storia fatta a pezzi: Alcune storie della grande guerra attraverso le imamgini
Tecnica della scuola: Riabilitiamo i fucilati della grande guerra

mercoledì 22 ottobre 2014

AlmaLaurea: XVI indagine sulla "condizione occupazionale dei laureati"

XVI Indatgne sulla Condizione Occupazionale dei Laureati
Almalaurea è un consorzio formato da 64 atenei italiani e che ogni anno realizza una indagine sulla condizione occupazionale dei laureati. Il rapporto annuale si preoccupa di fornire una quadro ampio e completo sui rapporti tra studi universitari e sbocchi occupazionali e fornisce indicazioni su elementi quali: laureati occupati a 1, 3 e 5 anni dall'acquisizione dalla laurea, percentuale di occupati per tipologia di laurea, percentuale di occupati per aree territoriali, ecc.

Nella pagina del sito dedicata alla occupazione è possibile consultare tutte le 16 indagini sulla condizione occupazionale dei laureati dal 1998 a quella odierna. L'indagine del 2014 ha coinvolto 450.000 laureati di 64 atenei, di cui 220.000 con la laurea post riforma di primo e secondo livello.

Consultazione dell'Indagine
L'indagine del 2014 è disponibile a questo indirizzo: XVI Indagine (2014)
Per consultare i dati sono disponibili diversi strumenti:
2. Sintesi video (3:44)
3. Testo completo dell'indagine
4. Slides
5. Convegno di Bologna in cui è stata presentata l'indagine del 2014


Orientamento Studenti del Liceo
Il rapporto di AlmaLaurea costituisce uno strumento molto utile per tutti gli studenti delle scuole superiori del quarto e quinto anno, ai quali si presenta la scelta della facoltà universitaria in cui iscriversi. Certamente lo sbocco occupazionale non è l'unica variabile da tenere in considerazione quando si sceglie il proprio percorso universitario, occorre infatti considerare anche le proprie capacità e abilità e i propri limiti, i propri desideri, vi sono aspetti economici che vanno considerati; tuttavia valutare attentamente le possibilità occupazionali che una laurea offre è altrettanto importante.

martedì 14 ottobre 2014

La Storia Oscura: programma radiofonico di radio Cusano Campus

Radio Cusano Campus è la radio dell'Università Niccolò Cusano, università privata che ha la sua sede a Roma. tra i vari programmi che la radio offre uno dei più interessanti è "La Storia Oscura" che nasce dall'esigenza di "raccontare, analizzare e approfondire i fatti del passato: dalle origini ai giorni nostri". Il programma va in onda ogni lunedì e venerdì dalle 13:00 alle 15:00 ed è condotto da Annalisa Colavito e Fabio Camillucci. Ogni puntata esamina un determinato evento o problema storico che viene raccontato e ricostruito con l'aiuto di ospiti, esperti della materia e competenti sull'argomento trattato.

Si tratta di una interessante iniziativa perché consente, anche grazie alla abilità dei conduttori, di chiarire e sviscerare senza annoiare, l'argomento trattato, che viene presentato anche con il ricorso a documenti, opere d'arte e testimonianze artistico - letterarie dell'epoca.
Tutte le puntate possono essere scaricate o ascoltate in streaming, questo permette di utilizzare le puntate de "La Storia Oscura" come materiale da fornire agli studenti nel corso dell'attività didattica, al fine di documentarsi più adeguatamente sulle vicende storiche.

Tra gli argomenti trattati nelle ultime puntate segnalo, come esempio, i seguenti: Caporetto; Criminologia; Bava Beccaris; Guerre di indipendenza italiane; Il sacco di Roma del 1527; I misteri di Alessandro Magno, La Cina di Mao; ecc. A questo link è consultabile l'elenco completo delle puntate in podcast del programma.

Si tratta di una iniziativa molto positiva e che può aiutare i docenti di storia e fornire supporto ad un approccio all'insegnamento e apprendimento della disciplna in chiave di blended learning o flipped classroom.

venerdì 10 ottobre 2014

Percorso di apprendimento filosofia aristotelica realizzato con Edynco

Per poter ottimizzare i tempi scolastici è possibile utilizzare ambienti di apprendimento virtuali che consentono di integrare la formazione in presenza condotta in aula con forme di web learning e blended learning. In questo caso si è scelto Edynco, ottimo ambiente di apprendimento che consente di realizzare percorsi di apprendimento in forma di mappe e di creare e gestire gruppi.

Gli studenti condurranno autonomamente lo studio della filosofia di Aristotele con la guida e supervisione garantita attraverso il web dal docente e utilizzando gli strumenti messi loro a disposizione come: set di videolezioni sulla filosofia aristotelica, mappe concettuali, test, riassunti, schemi e appunti. 
La possibilità di utilizzare un forum annesso alla mappa di apprendimento consente agli studenti di ottenere tutti i chiarimenti e le delucidazioni di cui possono avere bisogno.


Mappa di Apprendimento sulla filosofia di Aristotele 

mappa concettuale storia: L'impero Olandese tra XVII e XVIII secolo

Mappa concettuale realizzata con Cmap che rappresenta il sistema commerciale - coloniale dell'economia mondo costituitosi tra XVII e XVIII secolo e avente come suo centro l'Olanda. La Mappa è stata realizzata nel corso dell'attività didattica per la spiegazione in presenza e per fornire agli studenti uno strumento fruibile anche da casa per lo studio dell'argomento. 

Nella mappa vengono spiegati il concetto di "economia mondo" teorizzato da Braudel e l'economia mondo che ha caratterizzato i secoli XVII e XVIII con al centro l'Olanda, nella zona intermedia l'Europa e alla periferia oceano indiano e America. Presente un link ad un album di immagini con didascalie sullo stesso argomento.

Sull'utilizzo delle mappe concettuali vedi: Mappe concettuali e insegnamento

Link diretto alla mappa: Economia mondo e impero olandese


martedì 7 ottobre 2014

Due quiz di filosofia realizzati con Khaoot da usare in aula con gli studenti

Con Kahoot è possibile realizzar e in breve tempo e con molta facilità Quiz, sondaggi, test a scelta multipla che possono essere giocati / usati in aula con gli studenti. L'utilizzo di Kahoot è libero e la particolarità è che i test si giocano tutti insieme in aula, è necessario un videoproiettore, una connessione a internet e che gli studenti possiedano tutti uno smartphone con cui potersi collegare ad internet, sola condizione questa, tra tutte, che sicuramente si verifica in tutte le scuole italiane. 

Per avere un'idea più previsa di cosa sia Kahoot e di come si utilizzi si può leggere questo post: Kahoot: piattaforma blended learning per l'apprendimento basato sul gioco.

Presento come esempio due brevi quizzes di filosofia realizzati con Kahoot per i miei studenti. Si tratta di quizzes semiseri, senza nessuna pretesa di valutare competenze e conoscenze degli studenti, lo scopo è un altroaumentarne la motivazione, interessarli, incuriosirli, divertirli per procedere, in un secondo tempo,ad affrontare gli argomenti in modo approfondito e adeguato sul piano formativo e disciplinare.

I quizzes
Ricordo che per provare questi quizzes occorre mettersi davanti al proprio PC e tenere a portata di mano il proprio smartphone e seguire poi le indicazioni che compariranno a schermo:
1. Quiz sulle origini della filosofia: Filosofia?

giovedì 2 ottobre 2014

Questo articolo è stato scritto da Alessandro Tidu, alunno della Classe IV E del Liceo Scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena, che ha potuto assistere alla edizione 2014 del Festival di Filosofia di Modena carpi Sassuolo, grazie al progetto omonimo organizzato dalla scuola e reso possibile grazie a una donazione privata.



Il Festival della Filosofia si svolge da ben 14 anni nelle tre città di Modena, Carpi e Sassuolo. L'edizione di quest'anno, 2014, era incentrata sul tema della Gloria. Quest'anno esso si è svolto nei giorni 12-13-14 Settembre. Quattro alunni del liceo scientifico G.Brotzu hanno partecipato al festival accompagnati dal prof. Gianfranco Marini, partecipando ad alcune delle lezioni magistrali, visite guidate e quant'altro, che si sono tenute nelle tre città.
Una delle lezioni a cui gli alunni hanno partecipato era intitolata "Web Reputation", ed è stata tenuta da Milad Doueihi, a Carpi, il giorno Sabato 13/09/2014. Milad Douehi è honorary professorial research fellow alla School of Modern languages and cultures dell'Università di Glasgow e si è occupato nelle sue ricerche sia di tematiche religiose che di tematiche legata alla cultura digitale. Secondo Doueihi le due cose sono collegate, infatti il digitale crea un mondo e un “credo” attorno cui si riuniscono le persone legandosi tra loro come in una moderna forma di devozione, in qualche modo la cultura digitale costituisce una sfida alla religione. 

Milad Douehi, Modena, Lectio Magistralis su Web reputation


Il Professor Doueihi ha intrapreso l'intero discorso nella sua lingua madre, ovvero il francese, in presenza di un traduttore che traduceva in italiano ogni frase da lui detta per far capire a tutti il suo discorso. Ha iniziato la lezione con una domanda : Come spiegare il fatto che la gloria, per esempio, e la reputazione, stanno aumentando con l'avvento del digitale nelle vite quotidiane di ogni essere umano? Egli per rispondere parte dalla distinzione tra l'informatica, ovvero la scienza che in principio era una branca della matematica, e il digitale, che converte gli aspetti della nostra vita in qualcosa di intrinseco al digitale stesso. Il professore da qui ha iniziato a parlare approfonditamente del digitale, affermando che siamo costretti a sottometterci al "motore di ricerca". Secondo lui, il digitale è arrivato persino a modificare l'identità degli individui.
Se prima l'identità di ogni individuo era personale e non conosciuta da tutti, ora grazie al digitale l'identità di ciascuno non è più personale e tramite l'analisi dei Big Data "il digitale trasforma l'essere umano in documento". Qui il prof. distingue tre fasi della vita delle "macchine" informatiche :
-Prima fase: le macchine sono "Macchine da calcolo"
-Seconda fase: le macchine sono "Macchine che imparano"
-Terza fase: le macchine sono "Macchine che trasformano l'individuo in documento".

La reputazione digitale è il risultato di tutte le tracce che lasciamo navigando e agendo nella rete. Non solo le tracce esplicite e consapevoli – un post, una fotografia, uno stato su un social network, ma anche quelle inconsapevoli, i siti che abbiamo visitato, le parole che abbiamo inserito in un motore di ricerca, una transazione economica, un like, un video che abbiamo guardato, un posto fisico e reale in cui siamo stati, e così via. Gli algoritmi dei motori di ricerca mettono insieme tutto questo e costruiscono la nostra identità digitale trasformando l'essere umano in un sistema di dati che sono più reali della stessa persona nella misura in cui la rete sta diventando il principale strumento di comunicazione e il principale ambiente di azione sociale della nostra vita.

Oltre che trasformare l'individuo in documento, queste macchine imparano a diffondere le informazioni che posseggono e a condividerle con le altre macchine. Il risultato è che grazie all'informatica e al digitale, un singolo dato caricato in rete diventa visibile a chiunque, da qualunque parte del mondo. L'informatica e il digitale, dice Milad, possono cancellare, ma non dimenticare, al contrario dell'essere umano, perciò di qualcosa che viene messo in rete, rimarrà sempre una traccia da qualche parte, che il digitale non scorderà mai, ma archivierà per sempre.
A questo punto Doueihi ha fatto un affermazione : "Nel digitale lo spazio in se si trasforma", ovvero all'interno del digitale cambia la percezione che abbiamo di noi stessi e che gli altri hanno di noi. Inoltre cambia anche la popolarità e la celebrità di ogni singolo individuo, semplicemente in base ai dati che vengono mandati in rete.



A proposito di questo argomento si è aperto un altro discorso, quello dei Social Network. Il prof. ha descritto i social network come "una cornice vuota in cui siamo invitati a produrci ed esprimerci". Da qui ha iniziato a parlare delle "amicizie online", che non corrispondo a delle amicizie reali, in quanto l'amicizia dovrebbe essere "qualcosa di intimo che non appartiene al visibile". All'interno del digitale questo cambia completamente, infatti nel digitale l'amicizia è qualcosa di visibile a tutti e di cui da qualche parte rimarrà per sempre una traccia.
Per concludere il suo discorso il professore Milad Doueihi ha ribadito che tutto ciò che prima era nascosto e personale ora è condiviso e visibile a tutti, come già aveva detto, e ha lasciato gli ascoltatori con questa frase : "La macchina ha sempre fatto sognare, ma è l'uomo che sogna." Per non subire questa situazione passivamente ed essere espropriati della propria identità e del proprio agire consapevole, occorre che i cittadini divengano utenti attivi della rete, mentre, rileva Doueihi, la maggioranza degli utenti subiscono queste tecnologie, non sono loro a decidere l'accesso ai siti, interfacce e quindi condizionati dalle piattaforme stesse.

Non appena il professore ha smesso di parlare dal pubblico è partito un caloroso e clamoroso applauso, dopo il quale qualcuno particolarmente interessato ha rivolto delle domande sull'argomento trattato al prof. Milad, che, sempre con l'ausilio del traduttore, ha risposto a tutti i dubbi, lasciando il pubblico con una nuova idea del mondo digitale e della sua interazione con gli esseri umani.

L'immagine di Milad Doueihi è stata presa da: http://www.nuscomunicazione.it/web-reputation-filosofia-open-source/