martedì 14 ottobre 2014

La Storia Oscura: programma radiofonico di radio Cusano Campus

Radio Cusano Campus è la radio dell'Università Niccolò Cusano, università privata che ha la sua sede a Roma. tra i vari programmi che la radio offre uno dei più interessanti è "La Storia Oscura" che nasce dall'esigenza di "raccontare, analizzare e approfondire i fatti del passato: dalle origini ai giorni nostri". Il programma va in onda ogni lunedì e venerdì dalle 13:00 alle 15:00 ed è condotto da Annalisa Colavito e Fabio Camillucci. Ogni puntata esamina un determinato evento o problema storico che viene raccontato e ricostruito con l'aiuto di ospiti, esperti della materia e competenti sull'argomento trattato.

Si tratta di una interessante iniziativa perché consente, anche grazie alla abilità dei conduttori, di chiarire e sviscerare senza annoiare, l'argomento trattato, che viene presentato anche con il ricorso a documenti, opere d'arte e testimonianze artistico - letterarie dell'epoca.
Tutte le puntate possono essere scaricate o ascoltate in streaming, questo permette di utilizzare le puntate de "La Storia Oscura" come materiale da fornire agli studenti nel corso dell'attività didattica, al fine di documentarsi più adeguatamente sulle vicende storiche.

Tra gli argomenti trattati nelle ultime puntate segnalo, come esempio, i seguenti: Caporetto; Criminologia; Bava Beccaris; Guerre di indipendenza italiane; Il sacco di Roma del 1527; I misteri di Alessandro Magno, La Cina di Mao; ecc. A questo link è consultabile l'elenco completo delle puntate in podcast del programma.

Si tratta di una iniziativa molto positiva e che può aiutare i docenti di storia e fornire supporto ad un approccio all'insegnamento e apprendimento della disciplna in chiave di blended learning o flipped classroom.

venerdì 10 ottobre 2014

Percorso di apprendimento filosofia aristotelica realizzato con Edynco

Per poter ottimizzare i tempi scolastici è possibile utilizzare ambienti di apprendimento virtuali che consentono di integrare la formazione in presenza condotta in aula con forme di web learning e blended learning. In questo caso si è scelto Edynco, ottimo ambiente di apprendimento che consente di realizzare percorsi di apprendimento in forma di mappe e di creare e gestire gruppi.

Gli studenti condurranno autonomamente lo studio della filosofia di Aristotele con la guida e supervisione garantita attraverso il web dal docente e utilizzando gli strumenti messi loro a disposizione come: set di videolezioni sulla filosofia aristotelica, mappe concettuali, test, riassunti, schemi e appunti. 
La possibilità di utilizzare un forum annesso alla mappa di apprendimento consente agli studenti di ottenere tutti i chiarimenti e le delucidazioni di cui possono avere bisogno.


Mappa di Apprendimento sulla filosofia di Aristotele 

mappa concettuale storia: L'impero Olandese tra XVII e XVIII secolo

Mappa concettuale realizzata con Cmap che rappresenta il sistema commerciale - coloniale dell'economia mondo costituitosi tra XVII e XVIII secolo e avente come suo centro l'Olanda. La Mappa è stata realizzata nel corso dell'attività didattica per la spiegazione in presenza e per fornire agli studenti uno strumento fruibile anche da casa per lo studio dell'argomento. 

Nella mappa vengono spiegati il concetto di "economia mondo" teorizzato da Braudel e l'economia mondo che ha caratterizzato i secoli XVII e XVIII con al centro l'Olanda, nella zona intermedia l'Europa e alla periferia oceano indiano e America. Presente un link ad un album di immagini con didascalie sullo stesso argomento.

Sull'utilizzo delle mappe concettuali vedi: Mappe concettuali e insegnamento

Link diretto alla mappa: Economia mondo e impero olandese


martedì 7 ottobre 2014

Due quiz di filosofia realizzati con Khaoot da usare in aula con gli studenti

Con Kahoot è possibile realizzar e in breve tempo e con molta facilità Quiz, sondaggi, test a scelta multipla che possono essere giocati / usati in aula con gli studenti. L'utilizzo di Kahoot è libero e la particolarità è che i test si giocano tutti insieme in aula, è necessario un videoproiettore, una connessione a internet e che gli studenti possiedano tutti uno smartphone con cui potersi collegare ad internet, sola condizione questa, tra tutte, che sicuramente si verifica in tutte le scuole italiane. 

Per avere un'idea più previsa di cosa sia Kahoot e di come si utilizzi si può leggere questo post: Kahoot: piattaforma blended learning per l'apprendimento basato sul gioco.

Presento come esempio due brevi quizzes di filosofia realizzati con Kahoot per i miei studenti. Si tratta di quizzes semiseri, senza nessuna pretesa di valutare competenze e conoscenze degli studenti, lo scopo è un altroaumentarne la motivazione, interessarli, incuriosirli, divertirli per procedere, in un secondo tempo,ad affrontare gli argomenti in modo approfondito e adeguato sul piano formativo e disciplinare.

I quizzes
Ricordo che per provare questi quizzes occorre mettersi davanti al proprio PC e tenere a portata di mano il proprio smartphone e seguire poi le indicazioni che compariranno a schermo:
1. Quiz sulle origini della filosofia: Filosofia?

giovedì 2 ottobre 2014

Questo articolo è stato scritto da Alessandro Tidu, alunno della Classe IV E del Liceo Scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena, che ha potuto assistere alla edizione 2014 del Festival di Filosofia di Modena carpi Sassuolo, grazie al progetto omonimo organizzato dalla scuola e reso possibile grazie a una donazione privata.



Il Festival della Filosofia si svolge da ben 14 anni nelle tre città di Modena, Carpi e Sassuolo. L'edizione di quest'anno, 2014, era incentrata sul tema della Gloria. Quest'anno esso si è svolto nei giorni 12-13-14 Settembre. Quattro alunni del liceo scientifico G.Brotzu hanno partecipato al festival accompagnati dal prof. Gianfranco Marini, partecipando ad alcune delle lezioni magistrali, visite guidate e quant'altro, che si sono tenute nelle tre città.
Una delle lezioni a cui gli alunni hanno partecipato era intitolata "Web Reputation", ed è stata tenuta da Milad Doueihi, a Carpi, il giorno Sabato 13/09/2014. Milad Douehi è honorary professorial research fellow alla School of Modern languages and cultures dell'Università di Glasgow e si è occupato nelle sue ricerche sia di tematiche religiose che di tematiche legata alla cultura digitale. Secondo Doueihi le due cose sono collegate, infatti il digitale crea un mondo e un “credo” attorno cui si riuniscono le persone legandosi tra loro come in una moderna forma di devozione, in qualche modo la cultura digitale costituisce una sfida alla religione. 

Milad Douehi, Modena, Lectio Magistralis su Web reputation


Il Professor Doueihi ha intrapreso l'intero discorso nella sua lingua madre, ovvero il francese, in presenza di un traduttore che traduceva in italiano ogni frase da lui detta per far capire a tutti il suo discorso. Ha iniziato la lezione con una domanda : Come spiegare il fatto che la gloria, per esempio, e la reputazione, stanno aumentando con l'avvento del digitale nelle vite quotidiane di ogni essere umano? Egli per rispondere parte dalla distinzione tra l'informatica, ovvero la scienza che in principio era una branca della matematica, e il digitale, che converte gli aspetti della nostra vita in qualcosa di intrinseco al digitale stesso. Il professore da qui ha iniziato a parlare approfonditamente del digitale, affermando che siamo costretti a sottometterci al "motore di ricerca". Secondo lui, il digitale è arrivato persino a modificare l'identità degli individui.
Se prima l'identità di ogni individuo era personale e non conosciuta da tutti, ora grazie al digitale l'identità di ciascuno non è più personale e tramite l'analisi dei Big Data "il digitale trasforma l'essere umano in documento". Qui il prof. distingue tre fasi della vita delle "macchine" informatiche :
-Prima fase: le macchine sono "Macchine da calcolo"
-Seconda fase: le macchine sono "Macchine che imparano"
-Terza fase: le macchine sono "Macchine che trasformano l'individuo in documento".

La reputazione digitale è il risultato di tutte le tracce che lasciamo navigando e agendo nella rete. Non solo le tracce esplicite e consapevoli – un post, una fotografia, uno stato su un social network, ma anche quelle inconsapevoli, i siti che abbiamo visitato, le parole che abbiamo inserito in un motore di ricerca, una transazione economica, un like, un video che abbiamo guardato, un posto fisico e reale in cui siamo stati, e così via. Gli algoritmi dei motori di ricerca mettono insieme tutto questo e costruiscono la nostra identità digitale trasformando l'essere umano in un sistema di dati che sono più reali della stessa persona nella misura in cui la rete sta diventando il principale strumento di comunicazione e il principale ambiente di azione sociale della nostra vita.

Oltre che trasformare l'individuo in documento, queste macchine imparano a diffondere le informazioni che posseggono e a condividerle con le altre macchine. Il risultato è che grazie all'informatica e al digitale, un singolo dato caricato in rete diventa visibile a chiunque, da qualunque parte del mondo. L'informatica e il digitale, dice Milad, possono cancellare, ma non dimenticare, al contrario dell'essere umano, perciò di qualcosa che viene messo in rete, rimarrà sempre una traccia da qualche parte, che il digitale non scorderà mai, ma archivierà per sempre.
A questo punto Doueihi ha fatto un affermazione : "Nel digitale lo spazio in se si trasforma", ovvero all'interno del digitale cambia la percezione che abbiamo di noi stessi e che gli altri hanno di noi. Inoltre cambia anche la popolarità e la celebrità di ogni singolo individuo, semplicemente in base ai dati che vengono mandati in rete.



A proposito di questo argomento si è aperto un altro discorso, quello dei Social Network. Il prof. ha descritto i social network come "una cornice vuota in cui siamo invitati a produrci ed esprimerci". Da qui ha iniziato a parlare delle "amicizie online", che non corrispondo a delle amicizie reali, in quanto l'amicizia dovrebbe essere "qualcosa di intimo che non appartiene al visibile". All'interno del digitale questo cambia completamente, infatti nel digitale l'amicizia è qualcosa di visibile a tutti e di cui da qualche parte rimarrà per sempre una traccia.
Per concludere il suo discorso il professore Milad Doueihi ha ribadito che tutto ciò che prima era nascosto e personale ora è condiviso e visibile a tutti, come già aveva detto, e ha lasciato gli ascoltatori con questa frase : "La macchina ha sempre fatto sognare, ma è l'uomo che sogna." Per non subire questa situazione passivamente ed essere espropriati della propria identità e del proprio agire consapevole, occorre che i cittadini divengano utenti attivi della rete, mentre, rileva Doueihi, la maggioranza degli utenti subiscono queste tecnologie, non sono loro a decidere l'accesso ai siti, interfacce e quindi condizionati dalle piattaforme stesse.

Non appena il professore ha smesso di parlare dal pubblico è partito un caloroso e clamoroso applauso, dopo il quale qualcuno particolarmente interessato ha rivolto delle domande sull'argomento trattato al prof. Milad, che, sempre con l'ausilio del traduttore, ha risposto a tutti i dubbi, lasciando il pubblico con una nuova idea del mondo digitale e della sua interazione con gli esseri umani.

L'immagine di Milad Doueihi è stata presa da: http://www.nuscomunicazione.it/web-reputation-filosofia-open-source/

Lezioni di Filosofia, Aristotele: la logica

Due video lezioni sulla filosofia di Aristotele dedicate alla logica aristotelica e realizzate da me per fornire agli studenti un supporto per lo studio e l'apprendimento di Aristotele. Gli studenti avranno a disposizione sul web queste lezioni che sostituiscono quelle tenute in aula dal docente. Dopo averle visionate potranno chiedere ulteriori spiegazioni ponendo domande sul forum di classe cui il docente o altri studenti potranno rispondere. 

Tale sistema di apprendimento e insegnamento, denominato bledend learning o flipped classroom, è reso possibile dalle tecnologie digitali e, principalmente, dal web. Nel corso di quest'anno scolastico verrà sperimentato a più riprese per valutarne efficacia e fattibilità e verificarne il gradimento da parte degli studenti.

Nella prima lezione sulla logica di Aristotele vengono affrontati i seguenti argomenti
introduzione alla logica aristotelica. Cos'è la logica aristotelica? Di cosa si occupa? Che rapporto vi è tra logica e realtà? quali sono le opere logiche di Aristotele? Che cosa significano i termini analitica, logica, organon? In quali parti può essere divisa la logica aristotelica?


Nella seconda lezione sulla logica di Aristotele si affrontano i seguenti temi:
La logica dei termini e dei concetti. Cosa sono i concetti? Cosa sono le categorie? Cosa si intende per genere e specie? Che relazioni vi sono tra genere e specie?

mercoledì 1 ottobre 2014

Festival Filosofia di Modena 2014: Remo Bodei lezione magistrale sulla "Celebrità"



Il seguente articolo è stato scritto da Elisa Farris, della classe IV F dell'I.I.S. "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena, che ha potuto assistere alla edizione 2014 del Festival di Filosofia di Modena grazie al progetto omonimo organizzato dalla scuola e reso possibile grazie a una donazione privata.

Il Festival della Filosofia, tenutosi a Modena, Carpi e Sassuolo nei giorni 12, 13 e 14 settembre, ha avuto come tema principale la “gloria”. Attorno a questo argomento si sono tenute molteplici lezioni, da parte di importanti personaggi dell’ambito filosofico, che hanno saputo intrattenere il vasto pubblico con citazioni, documentazioni, informazioni di ogni tipo, chiarimenti e, talvolta, qualche battuta. 
Una delle lezioni a cui ho partecipato con maggiore interesse, è stata quella tenuta da Remo Bodei sulla Celebrità. Bodei, professore di filosofia di origine sarda che dal 2006 lavora alla University of California, Los Angeles, ha saputo muoversi molto abilmente sullo sfondo della Gloria, andando ad analizzarne le sue forme divergenti, la fama e la celebrità, e mantenendo sempre vivo l’interesse del pubblico con citazioni e digressioni spazio-temporali. 
Remo Bodei, Festival Filosofi, Modena
Bodei comincia la sua lezione spiegando come la gloria del passato si sia oggi deformata in quella che erroneamente si scambia per tale, e che ha invece i caratteri della celebrità. La gloria del passato è la gloria degli eroi, con i caratteri dell’eccellenza, volta a mantenere viva la memoria di coloro che compirono grande e valorose azioni, come il sacrificio della propria vita, per un bene più grande, ad esempio la salvezza del proprio popolo. La gloria è quel velo di grandiosità e magnificenza che avvolge coloro che segnarono la storia con le loro gesta, coloro che fecero qualcosa di importante per la propria patria, il proprio impero, la propria nazione e che per questo vengono ancora oggi ricordati con fierezza. 
Di questi personaggi, che possiamo tranquillamente chiamare “eroi”, possiedono la gloria non solo quelli che si distinsero per le loro vittorie, ma anche coloro che, sconfitti, persero in modo glorioso, anch'esso degno di essere ricordato. È per questo motivo che tra gli eroi antichi viene ricordato non solo Achille, l’eroe greco che condusse il proprio esercito alla conquista e distruzione di Troia, ma anche il suo rivale Ettore, il quale, ucciso in battaglia ebbe una morte dura e cruenta ma degna di essere ricordata. 
La gloria riguarda anche l’ambito politico militare con Augusto, Giulio Cesare e molti altri, quello religioso, se si pensa a fondatori, martiri, etc, e quello filosofico che riguarda importanti personaggi quali Socrate e Cartesio. Bodei fa un riferimento ad un altro tipo di eroi, quelli “anonimi” meno conosciuti ma non per questo meno degni della gloria: possiamo individuare tra questi il generale Leonida, che con i suoi trecento uomini perse la vita nella battaglia delle Termopili. 
La gloria, in questo modo riguarda tutti indistintamente; ancora più importante fu in tempi in cui non si credeva nell'immortalità dell’anima e rappresentava la “soluzione alla brevità della vita umana”, nel senso che dopo la morte del corpo era possibile, con la gloria, “restare in vita nella memoria dei posteri”. Nel tempo la gloria ha subito una sorta di deformazione: Bodei sostiene che sia un’epoca a cui si deve tornare, un bisogno compresso da una società con altri interessi e che un giorno sarà di nuovo gloriosa. Oggi si delinea maggiormente quella forma di gloria con caratteri negativi, che noi chiamiamo “fama”. Essa non ha i caratteri dell’eccellenza, come la gloria, perché la fama fa sì che vengano ricordati personaggi che compirono azioni tutt'altro che gloriose e degne di essere ricordate. Un esempio fu il personaggio latino Erostrato, che aveva pensato di dare fuoco a una delle sette meraviglie del mondo antico, il Tempio della dea Diana. Per questa sua azione terribile e sconsiderata, gli fu impedito di restare nelle memorie della storia umana (come accadde anche all'imperatore Nerone), ma egli fu ricordato comunque, non per la sua “gloria”, ma per la “fama” del crimine commesso. 
Un altro esempio è sicuramente l’assassino di John Lennon, Mark David Chapman, il quale giustificò l’omicidio del cantautore chiarendo la sua volontà di “rubargli la fama”. La fama riguarda quindi il ricordo di personaggi che si distinsero anche per azioni scorrette e prive di eroismo. 
È qui che Remo Bodei giunge alla esposizione sul tema della celebrità. La celebrità è in qualche modo derivata dalla gloria, ma è una completa degenerazione di questa e in qualche modo si avvicina alla fama. La celebrità è però un concetto più recente, che ha preso piede con la diffusione dei mezzi di comunicazione, dalla stampa alla radio ai mass media, grazie a cui la fama ha dilagato in modo celeris, dal latino “veloce” e dal cui termine deriva “celebrità”. 
Essa riguarda la volontà di scalare la propria posizione sociale di cui non ci si accontenta più, e il tentativo di accrescere l’immagine che gli altri hanno di sé. La celebrità può essere vista come la ricerca di soddisfazione nella propria vita, per godere di quei pochi attimi di quella che si pensa essere gloria e poter dire “io valgo qualcosa”. 
La realtà è che, citando un passo dell’Antico Testamento, “tanti sono i chiamati, pochi gli eletti”; allo stesso modo i personaggi della celebrità sono tanti, ma lontani e temporanei. Quelli che oggi chiamiamo erroneamente eroi, altro non sono che “eroi del tempo libero” in quanto non hanno fatto niente per meritarsi questa celebrità e questa gloria- che non è gloria- che credono di possedere. Tali personaggi, che fanno parte soprattutto del mondo dello spettacolo, vivono in qualche modo di luce riflessa: la loro fama, il loro eroismo esistono solo perché hanno alle spalle centinaia, migliaia di persone che le venerano quasi fossero divinità, vedendo in loro incarnata la possibilità di migliorare la propria immagine e la propria vita e portandola a livelli elevati. Bodei afferma che tali “celebrità” sono temporanee, perché presto decadono. 
La differenza tra un eroe glorioso e una celebrità è però che, quest’ultima, una volta caduta, non lascia niente di concreto, se non una debole traccia del suo passaggio su questo mondo destinata a dissolversi in poco tempo. Purtroppo, però, la celebrità è oggi un problema che ci riguarda da vicino, che non possiamo evitare perché, con la diffusione dei mezzi di comunicazione, essa “ci entra in casa”, come dice Bodei, quasi senza che ce ne accorgiamo. 

Modena, Piazza Grande, sede delle lezioni magistrali del festival
Anche non volendo, facciamo parte di quella società che ha perso la cognizione della gloria, quella vera, e che stoltamente la ricerca in tutte quelle personalità in cui vede riflessa la possibilità di migliorare la propria vita e dare segno della propria esistenza, senza però sforzarsi di fare qualcosa di importante che consenta di entrare realmente nelle memorie di quelli che verranno dopo. 
La lezione di Bodei prosegue con un lungo, interminabile applauso, subito seguito dalle domande del pubblico a cui lui risponde in modo serio e scherzoso allo stesso tempo, dando prova ancora una volta della sua grande preparazione. La lezione mi è piaciuta da ogni punto di vista, perché il relatore è stato capace di esporre questo argomento in modo molto coinvolgente e per nulla pesante o di difficile comprensione. 
Mi ha colpito particolarmente perché quello della celebrità è un problema oggi molto vivo nella nostra società, in qualsiasi fascia di età, sia tra gli uomini che tra le donne. E personalmente mi rendo conto di pensare spesso, con meraviglia e stupore alle gesta dei nostri antenati, di coloro che meritano di essere chiamati eroi, e provo una piccola nostalgia perché la nostra epoca è invece completamente priva di questo senso di gloria e valore che tanto caratterizzò il passato.