giovedì 19 giugno 2014

i miti di Platone interpretati dagli studenti o "La scuola e l'analfabetismo digitale"

Analfabetismo oggi
Il concetto di analfabetismo si è oggi allargato al punto da comprendere competenze e abilità che vanno molto oltre il semplice saper leggere, scrivere e far di conto. E' difficile e problematico individuare i saperi e le competenze minime che definiscono ciò che intendiamo con alfabetizzazione e alfabetizzato. Si tratta tuttavia di un problema che chiunque abbia a che fare con la scuola, cioè con la formazione istituzionale e formale con cui una società trasmette il proprio sapere e costruisce la cittadinanza, non può non porsi, pena la perdita di senso dell'istruzione scolastica stessa. 

Leggere e Scrivere
Oggi leggere e scrivere sono qualcosa di molto diverso e molto più complesso di quello che tali competenze erano nella seconda metà del XX secolo. Tali termini vanno o sostituiti o il loro significato va allargato e integrato fino a comprendere le nuove e necessarie competenze che la digitalizzazione, il web, le nuove tecnologie hanno diffuso e reso pervasive. 

Comunicazione digitale e multimediale
Si pensi ai video, intendendo questa categoria nel senso più generico e largo possibile fino a comprendervi film, animazioni, corti, trailer, spot pubblicitari, videoclip musicali, i video registrati con gli smartphone, ecc. La maggior parte della comunicazione che tra Web, Tv, videogiochi, ecc., viene prodotta e consumata, è di questo tipo. 

Competenze Digitali
La consapevolezza di quali siano gli elementi che formano un "video", di come essi siano tra loro collegati a formare un tutto unico, di quali siano le loro funzioni, di come si caratterizzino i codici comunicativi secondo i quali essi significano, sono elementi fondamentali per la comprensione e interpretazione di questo mezzo comunicativo. In altri termini, lungi dall'essere oggetto di una visione e interpretazione "naturali e spontanee", come si ritiene nella mentalità comune che ha una visione ingenua di questo strumento comunicativo, i video sono costruzioni comunicative complesse che richiedono competenze elevate per poter essere "letti" e "scritti".

L'apprendimento delle competenze necessarie alla comunicazione digitale
E' senz'altro vero che queste competenze vengono assimilate informalmente dall'ambiente circostante e sono apprese in gran parte attraverso la pratica come avviene per la lingua che tutti parliamo e impariamo sin da piccoli, ma come dimostra l'esempio del linguaggio naturale, questo apprendimento informale non è ritenuto sufficiente per poter affermare che si ha una soddisfacente padronanza del linguaggio e, soprattutto, non è in questo modo che si impara a leggere e scrivere, cioè a divenire protagonisti e padroni della comunicazione.

Apprendimento formale e informale
Lo stesso tipo di ragionamento deve essere fatto per la comunicazione multimediale, un suo uso libero, critico e consapevole, che consenta alle persone di realizzare la propria esistenza comunicativa come soggetti attivi e non come utenti passivi, non può prescindere da una istruzione specifica ed esplicita che si sviluppi in un ambito formale e istituzionale come quello della scuola e che si proponga di insegnare queste competenze, almeno ad un livello minimo, in quanto esse fanno ormai parte di quel bagaglio di conoscenze e abilità che definisce l'alfabetizzazione, la capacità di esprimersi comunicativamente.

La scuola e l'insegnamento della cultura digitale
Purtroppo il peggior nemico di questo necessario ampliamento dei compiti e degli obiettivi dell'istruzione scolastica è la scuola stessa, dove è forte l'idea che scopo della scuola sia combattere tali forme di comunicazione e che la scuola e il sapere che essa rappresenta e tramanda, si contrappongano frontalmente a tali nuove forme di cultura e di comunicazione. La situazione è quindi drammaticamente imbrigliata in una contraddizione da cui sembra difficile uscire, semplificando, infatti, si può così sintetizzare la cosa: solo la scuola potrebbe realizzare un progetto così ampio e impegnativo come quello di educare alla "lettura" e "scrittura" secondo i nuovi strumenti espressivi tipici della cultura digitale allargando così il concetto di alfabetizzazione e impedendo che si cada in una "barbarie tecnologica", ma la scuola  -  un largo e significativo settore al suo interno - ritiene che suo compito sia contrastare e combattere queste nuove forme comunicative spesso demonizzate e identificate come principio del processo di rincretinimento generalizzato cui si assiste oggi. 

Il tradimento dei chierici
Ma questo è il vero, odierno, tradimento dei chierici che viene posto in atto, infatti gli insegnanti, i chierici, di oggi, sono essi stessi i principali responsabili di questo imbarbarimento, nella misura in cui si rifiutano di insegnare l'uso critico e consapevole degli strumenti di comunicazione digitali, multmiediali ecc., è infatti questo analfabetismo digitale la principale causa della barbarie tecnologica. 
Se questo atteggiamento dovesse prevalere, allora la scuola porrebbe le basi per la sua scomparsa in quanto divenuta completamente inutile, incapace di insegnare a scrivere, leggere e parlare nell'era digitale. 

Realizzazione di un corto a partire da un mito di Platone
Questa lunga premessa era necessaria per inquadrare correttamente il contesto entro il quale la realizzazione di video da parte degli studenti deve essere correttamente inserita per comprenderne i reali obiettivi e le importanti finalità. Non si tratta infatti di pagare pedaggio alle mode pedagogiche del momento e alla loro caricaturale visione del processo di apprendimento e insegnamento, intendo quelle posizioni per cui la scuola deve divertire, l'apprendimento deve essere un gioco, imparare non deve essere qualcosa di pesante, la formazione deve essere una magica e intima comunione di anime e menti e altre balordaggini del genere che assumono un importante elemento del processo formativo (il gioco, il divertimento, la collaborazione, ecc.) lo assolutizzano e partoriscono idee, che definirle teorie pedagogiche sarebbe eccessivo, di una tale parzialità e limitatezza da essere più un ostacolo che un aiuto all'apprendimento.

Il Compito
Il compito assegnato agli studenti, divisi in gruppi è stato quello di realizzare la messa in scena cinematografica di un mito di Platone attraverso tre passaggi:
- la realizzazione collaborativa di uno storyboard
- le riprese
- il montaggio e la pubblicazione online su Youtube
Ogni gruppo era coordinato da uno studente con funzione di regista
Per i particolari è possibile consultare il forum della classe

Finalità Principale e attività degli studenti
La finalità principale è stata quella di "alfabetizzare" gli studenti sviluppando e/o potenziando le loro capacità di comunicare attraverso la multimedialità in modo consapevole e originale, svolgendo il ruolo di autori di un'opera multimediale.
Per realizzare tale finalità gli studenti hanno dovuto portare avanti un'attività complessa e collaborativa, impegnandosi in azioni di elevato valore formativo e cognitivo.
Queste, in sintesi, le attività da essi condotte:
- comprensione del testo filosofico di Platone e realizzazione (brainstorming) di uno storyboard;
- messa in scena del mito platonico e divisione dei compiti;
- recitazione e ricerca degli elementi necessari alla realizzazione del filmato (immagini, location, costumi, elementi scenici, colonna sonora ecc.)
- riprese e registrazione audio e video;
- montaggio (immagini, sequenze, titoli, colonna audio e colonna sonora) e pubblicazione on line del filmato.

Abilità e competenze nella comunicazione digitale
In questa attività gli studenti hanno dovuto imparare a svolgere consapevolmente operazioni complesse che costituiscono le basi della grammaticas della comunicazione multimediale e della cultura digitale, ecco un elenco disordinato delle principali:
- ricerca di informazioni sul web;
- collaborazione;
- composizione di un'opera attraverso l'integrazione di immagini, suoni, testi, dialoghi, musiche, ecc.
- uso della videocamera
- montaggio / editing video e audio
- progettazione di un'opera complessa
- divisione del lavoro e coordinazione delle attivitò di gruppo
- conoscenza e utilizzo del web e dei servizi di pubblicazione di video (Youtube)
- creazione e gestione di un canale su Youtube
- ricerca di soluzioni per rendere visivamente (mettere in scena) un testo complesso come quello platonico
- recitazione, lettura, sceneggiatura
ecc. ecc.

I corti realizzati dagli studenti
Ecco i filmati realizzati dagli studenti della III F del Liceo scientifico "G Brotzu" di Quartu Sant'Elena. Messa in scena, riprese, montaggio sono stati eseguiti dagli studenti partendo dal testo di Platonea. 

Il Mito della caverna
Il primo è intitolato "Il mito della caverna" ed è stato realizzato da: Martina Oppus, Marco Corrias, Fabio Piludu, Roberto Cannata, Alberto Pantaleone.



Il Discorso di Diotima su Eros
Il video è stato realizzato da:  Alice Cocco, Jennifer Pitzalis, Elisa Farris, Alessandro Fresu, Jessica Vacca.



Il Simposio: dialogo tra Socrate e Diotima
Il video è stato realizzato da: Michela Mattana, Noemi Massa, Valeria Pittau



Il seguente link consente di scaricare e leggere le schede di correzione e la valutazione dell'insegnante scheda correzione e valutazione

venerdì 13 giugno 2014

Paolo Negro, Spiritus Templi, recensione

Certo recensire positivamente, come intendo fare, un romanzo storico sui templari è dura, qualcuno potrebbe dire: "ancora un romanzo storico sui templari, basta!" Potrei rispondere che sarebbe come affermare di un giallo "ancora assassini e investigatori, basta!" o di un fantasy "ancora maghi, eroi e cavalieri, basta!". Ma non farò così, risponderò invece con le parole di un tale Giuseppe Verdi, famoso perché il suo volto stava sulle mille lire, il quale sosteneva che compito dell'arte fosse non copiare il vero ma inventare il vero.
         
Spiritus Templi di Paolo Negro è in primo luogo una storia che inventa una verità sui templari in particolare e su un momento emblematico della storia e della cultura medioevale in generale. I tanti personaggi si muovono nella Francia dei primi del XIV secolo, tra ardue dispute filosofiche e teologiche, intrighi della corte di Filippo il bello, giochi di potere, la costruzione della cattedrale di Notre Dame di Parigi, tradizioni misteriche ed esoteriche oscure, morti misteriose; al centro dell'intreccio un enigma e la ricerca della sua soluzione da parte del protagonista, Goffredo De Lor, e del suo compagno Edmund.

Ciò che differenzia il romanzo di Paolo Negro dalla maggior parte dei romanzi dello stesso genere è appunto, la capacità di inventare il vero, la tessitura della storia non ricalca un'immagine del medioevo grossolanamente ricalcata da un modello trito e frutto di un copia e incolla storiografico, né affastella confusamente elementi dal sapore di un finto medioevo di cartapesta, ma si riallaccia in maniera puntuale alle vicissitudini e agli eventi della vita e della cultura medioevale che sono inseriti al momento giusto e nel punto giusto della trama. Così i riferimenti alle dispute tra la tradizione allegorico - semiotica della scolastica occidentale in cui si riconosce Goffredo e quella della nuova scienza penetrata nell'occidente latino tramite la mediazione araba, a cui si rifà Edmund, sono precise e non sono fini a se stesse, ma funzionali alla strategia narrativa e al percorso verso la verità dei due personaggi. La stessa cosa vale per gli altri elementi storici, il processo ai templari; le lotte di potere tra mercanti, banchieri e Filippo il bello. Il risultato è una narrazione scorrevole in cui, come diceva un tal Baldassarre "lo sforzo che la produce deve essere celato" e questo è forse il maggior pregio del romanzo, un intreccio di storie che scorrono fluidamente, di pagina in pagina, verso lo sbocco finale, senza forzature e con naturalezza.

All'ottima qualità della scrittura si accompagna una suggestiva ipotesi narrativa sulla quale si regge l'intreccio e che concerne le basi stesse della verità cristiana su cui il medioevo aveva costruito le sue cattedrali di idee e la sua concezione della vita. Sarà proprio la ricerca di questa verità a costituire la meta del percorso dei protagonisti e per trovare la verità dovranno spogliarsi di molte delle credenze e convinzioni più care alla christianitas medioevale, spogliarsi della propria identità e conquistare una nuova verità che sarà il punto di partenza di una nuova ricerca, perché la ricerca, come il raccontare, non hanno mai fine. Nell'invito a mantenere sempre aperta la possibilità del falso, della parzialità e caducità delle proprie convinzioni, sta la verità che in questo romanzo viene suggerita al lettore.

mercoledì 21 maggio 2014

Platone nella rete: competenze digitali, apprendimento e Web learning

Cosa c'entra Platone con il World Wide Web?
Lo sapevate che la situazione dell'analfabetismo in Italia nel 1861 era la stessa di oggi? Ma non è una buona notizia ...
Sapevate che nelle graduatorie internazionali sulle varie Literacies o competenze siamo ultimi quando conviene essere primi e primi quando conviene essere ultimi?
Che cos'è l'analfabetismo digitale?
Come si legge nel Web?
Come si prendono appunti mentre si naviga?
Come si scrive nella rete?
Chi sono i top ten che hanno più condizionato la storia del mondo? Il Mit Media Lab lo sa!
Internet assomiglia più a dio o al caos?
La Pearson riuscirà a trasformare tutti gli alunni in cloni idioti?
Il Web diverrà come il Multivac di Asimov o come la biblioteca di Babele di Borges?
Che ci si può fare con Whatsapp, Linkedin, Youtube a scuola?

Domani le risposte alle domande

Liceo Brotzu ore 15:30

Giornata di formazione

Cristiana Pivetta

Ridisegnare l'apprendimento

Gianfranco Marini

Platone nella rete

Questa la presentazione che utilizzerò per il mio intervento,dal momento che nella presentazione è compresa solo una parte delle informazioni segnalate nella mappa, chi volesse percorrere liberamente la mappa senza seguire la presentazione può cliccare il link seguente e poi cliccare l'icona rappresentante 4 frecce che convergono al centro che si trova in basso a destra:  link diretto alla mappa


Make your own mind maps with Mindomo.

martedì 20 maggio 2014

Giovanni Solimine, Senza sapere. Il costo dell'ignoranza in Italia

E' appena stato pubblicato (maggio 2904) per la collana Saggi Tascabili, Editori Laterza un eccellente saggio di Giovanni Solimine dal titolo Senza sapere, il costo dell'ignoranza in Italia, in cui vengono affrontati i temi legati alla problematica della storica arretratezza culturale italiana, che si può far risalire alla nascita stessa dello stato unitario, nel lontano 1861. Da 153 anni l'Italia si colloca agli ultimi posti in Europa per il livello culturale dei suoi abitanti. Se nel primo censimento della popolazione il tasso di analfabetismo assoluto era del 74% , oggi, secondo i dati della ricerca OCSE - PIAAC del 2013, il 70% degli italiani è analfabeta funzionale.

E se il fattore decisivo dell'arretramento economico e tecnologico dell'Italia, che è cominciato molto prima dell'attuale crisi, non fosse dovuto solo alla finanza allegra e ai banchieri gangster, ma dipendesse anche dal primato degli italiani nell'ignoranza? Solimine ricorda un ammonimento di Pasquale Villari del 1866: "Bisogna che l'Italia cominci a persuadersi che v'è nel seno della Nazione un nemico più potente dell'Austria, ed è la nostra colossale ignoranza", ebbene, con cognizioni di causa possiamo dire che gli italiani non si sono ancora persuasi di ciò".

Partendo da tali dati Solimine compie una doppia ricognizione, da una parte individua quali siano i motivi che spiegano tale disastrosa situazione e quali le conseguenze che, nella società della conoscenza e del lifelong learning, il nostro paese paghi per il suo ritardo; dall'altra cerca di affrontare il problema di cosa sia oggi la conoscenza, di quali siano i mutamenti che la rivoluzione digitale ha comportato in tale ambito, di come si configurino oggi la comunicazione, il saper leggere e scrivere, le competenze digitali.

Il testo utilizza un linguaggio e una chiarezza espositiva che consentono all'autore di esaminare problematiche complesse in modo comprensibile, semplice ma senza alcuna banalizzazione del contenuto. Si tratta di un ottimo testo per cominciare a riflettere sulla politica educativa del nostro paese e sulle nuove esigenze che gli attuali sviluppi delle tecnologie e dei linguaggi pongono alla formazione.

Le conclusioni non sono entusiasmanti, mentre il ceto dirigente politico, economico, finanziario, intellettuale, come è tipico del nostro paese, si avvita in dibattiti che si segnalano per la loro oscurità e inconcludenza e la situazione del nostro sistema scolastico si deteriora sempre di più, gli altri paesi continuano a correre e non ci aspettano.

Nel seguente video l'autore presenta il suo lavoro


lunedì 12 maggio 2014

Pantheon: dal Mit Media Lab la classifica dei più importanti personaggi della storia

Pantheon è un progetto del Mit Media Lab il cui obiettivo è quello di realizzare una mappatura dei principali protagonisti della storia mondiale nei vari campi della cultura, attraverso l'analisi della produzione culturale mondiale a partire dal 4.000 a.C. fino al 2008 e dell'incidenza che su essa hanno avuto i vari autori presi in esame. I ricercatori del Media Lab  hanno stilato una classifica dei personaggi più influenti della storia culturale mondiale.

Il Mit Media Lab  è il centro di ricerca sulle tecnologie informatiche e il computing science attivo presso il Massachusetts Institute of Technology, si tratta di uno dei centri del genere più importanti al mondo. Fondato da Nicholas Negroponte nel 1985 è stato uno dei punti di riferimento della cultura digitale e della rivoluzione digitale e costituisce ancora oggi un importante guida negli studi sulla mente umana, l'innovazione, l'impatto sulla cultura delle nuove tecnologie.

Questa la top ten dei principali personaggi che hanno influenzato la nostra storia secondo i ricercatori del Media Lab



Nel sito dedicato al progetto Pantheon è possibile effettuare varie tipologie di ricerche. Si possono visualizzare i nomi dei personaggi classificati secondo la loro importanza, o la classifica dei paesi che vede l'Italia al 4° posto come numeri di grandi figure dopo Usa, Gran Bretagna e Francia; si possono classificare le figure storiche in base al loro campo di azione (politici, filosofi, matematici, scrittori, ecc.). Per effettuare tali ricerche si può utilizzare questo collegamento Pantheon Rankings

Al di là della discutibilità di una simile ricerca e della sua utilità, è interessante la possibilità di effettuare percorsi o tour nei vari periodi culturali o nella storia delle varie discipline, Questo per esempio il tour sul Rinascimento.

Interessante notare come tra le prime dieci posizioni siano presenti ben 5 filosofi e 6 personaggi appartengano al mondo greco (antico, classico, ellenistico). Questa la classifica dei primi 100 personaggi della storia.

giovedì 8 maggio 2014

La società dell'ignoranza: l'analfabetismo in Italia

E se insieme e più che agli orrori della finanza creativa, ai bangster (i banchieri gangster), alla casta, alla corruzione, alla criminalità organizzata, alla burocrazia ipertrofica e inconcludente, ai politici incapaci, al deficit di bilancio e al debito, la crisi italiana fosse dovuta a un deficit di conoscenza?

Nella società della conoscenza e della formazione permanente dove vige il lifelong learning e dove la differenza tra sviluppo e sottosviluppo è data dalle competenze, l'Italia è un paese analfabeta, il 70% della sua popolazione è classificabile come affetto da analfabetismo funzionale, che così viene definito in ambito internazionale: "l'incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. 70 italiani su 100 sono analfabeti".

Questi i risultati di una indagine condotta tra il 2011 e il 2012 dall'Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) nell'ambito della più vasta indagine Ocse - PIAAC del 2013.

L'indagine è stata condotta verificando il livello di competenze della popolazione nella Literacy e nella Numeracy:
la literacy è definita come: “l’interesse, l’attitudine e l’abilità degli individui ad utilizzare in modo appropriato gli strumenti socio-culturali, tra cui la tecnologia digitale e gli strumenti di comunicazione per accedere a, gestire, integrare e valutare informazioni, costruire nuove conoscenze e comunicare con gli altri, al fine di partecipare più efficacemente alla vita sociale”; (tecnologiaecomunicazione)
la numeracy è definita come “l’abilità di accedere a, utilizzare, interpretare e comunicare informazioni e idee matematiche, per affrontare e gestire problemi di natura matematica nelle diverse situazioni della vita adulta”. (tecnologiaecomunicazione) 
I punteggi conseguiti sono stati classificati in 5 livelli, il livello 3 indica competenze sufficienti, il 70% degli italiani rientra nei livelli 1 e 2, che indicano livelli di competenze inferiori alla sufficienza. 

 


Chi non avesse il tempo di leggere per intero la ricerca, può servirsi di questo indice ragionato che da accesso ad una  descrizione sintetica dei risultati della ricerca ripreso dal sito dell'Isfol, i dati possono essere scaricati in formato PDF e Excel:


D'altra parte 6 italiani su 10 non hanno letto neanche un libro nel 2013 e solo nel 10% delle case ci sono dei libri. Niente di strano se per questo e altri motivi l'Italia dall'attuale 8° posto nella classifica delle potenze economiche mondiali passerà nel 2028 alla 15^ posizione (dati Cebr, Centro per la ricerca economica e commerciale).

Se questa è la situazione italiana per quanto riguarda Literacy e Numeracy, figuriamoci quale è l'infimo livello di competenza nelle TIC presente nel nostro paese. Se il presente è brutto il futuro si rivela, quindi, disastroso.

Linkografia
Indagine Piaac - Isfol completa e in italiano
tecnologiaecomunicazione Italia, indagine Oecd-Isfol-Piaac

Lao Tzu, Tao Te Ching: nutrire il corpo (coltivare se stessi)

Tao Te Ching, Il libro della via e della virtù, Lao Tzu (Lao Tzi), III secolo a.c. Archivista storiografo negli archivi  imperiali, il suo intento fu "aspirare a nascondere se stesso e vivere senza nome". Visse in Chou lungo tempo: "vedendo la decadenza di Chou se ne andò: arrivato al confine il custode Yin Hsi (guardiano del passo) disse: "Sei in procinto di partire, ti lascio costringo a scrivere un libro per me". Dopo di ciò Lao Tsu compose un libro [...] è partì: nessuno sa dove sia andato a finire" (Alberto Castellani) 

Capitolo II, Nutrire il corpo o coltivare se stessi

Sotto il cielo tutti riconoscono 
che il bello è bello,
per questo sanno il brutto.
Tutti riconoscono
che il bene è bene,
per questo sanno il male.
Essere e non essere si generano l'un l'altro,
facile e difficile si completano a vicenda,
lungo e corto si formano l'un l'altro,
alto e basso si invertono a vicenda,
suono e tono si accordano l'un l'altro,
prima e dopo si seguono a vicenda.
Per questo il saggio
permane nel mestiere del non agire
ed esercita un insegnamento silenzioso.
Non si oppone al nascere delle cose
le lascia vivere 
non cerca di farle sue
dalla sua opera nulla si aspetta.
Compiuta l'opera la lascia andare
e proprio perché la lascia andare
non gli vien tolta

pagina della versione tradizionale del capitolo II del Tao Te Ching

Bibliografia - Linkografia
Tao Te Ching, testo completo
Lao Tzu, La regola celeste di Lao-Tse, Sansoni, 1984, Firenze, a cura di Alberto Castellani